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La prima tutina di Fratella

La scelta della prima tutina è una faccenda davvero seria. Un debutto in società richiede lo stile giusto. Niente di eccessivo per carità, nessun logo ben in vista ma un’eleganza gentile che dica al mondo “Ehi ci sono anch’io, sono arrivata e sono una tipa con stile, proprio come la mia mamma!”

La maggior parte di voi crederà che io sia pazza e si, in effetti, quando si parla di moda, un po’ lo sono, ma mi fanno ancora male gli occhi alla vista di a) il piccolo neonato vestito con la tutina in acrilico dell’Inter e b) la piccola neonata nostra compagna di stanza vestita con una tutona 3 taglie in più mentre la mamma, al telefono, quando non era intenta a raccontare il suo parto lampo che lei aveva preso per dissenteria (parole sue) affermava soddisfatta di non aver comprato nulla per la nascitura ma di aver preso tutto in prestito dalle amiche. E no, non accusatemi di insensibilità, non si evincevano grossi problemi economici, solo indifferenza al fashion (rispettabilissima eh, ma inconcepibile per una come me).

Tornando al corredino per bebè, arrivati nei negozi delle meraviglie taglia XXXXXS si finisce per optare per modelli e colori che si erano banditi in partenza, cosa che puntualmente succede con l’abito da sposa. “Il modello sirena mi fa il culone!” disse lei presentandosi all’altare fasciata in un abito da Ariel (lei, non io; io non mi sono presentata all’altare ma alla scrivania dell’assessore).

Così, poco più di 2 mesi dalla delivery ho trovato finalmente lei: la prima tutina di Fratella. La poveretta (fratella) rischiava di trovarsi vestita in abiti maschili perché, ironia della sorte, mi piacevano di più i modelli newborn da maschio che quelli da femmina, la forza dell’abitudine.

Mi sono diretta sicura verso Petit Bateau, perché quanto a taglie e vestibilità è per noi imbattibile. Intendo per noi che nasciamo magri e che per almeno un paio di mesi dobbiamo indossare la taglia nascita 50 cm. E lì è stato amore a prima vista. Certo, c’è stato il piccolo inconveniente della commessa che mi ha chiesto “pacchetto regalo?” e della gravida (io) risentita che ha risposto “NO!è per me!E sono pure al settimo mese!” ma alla fine l’aMMore ha trionfato.

Uscita dal negozio ho whatsappato a Marito (convinto che avrei riutilizzato in toto le tutine dei fratelli maggiori).

“Ho trovato la prima tutina di …; un gusto molto francese. Adesso evita di rovinarmi le foto con le tue solite magliette, altrimenti affitto un finto papà”.

…..

“Eh vabbé”

“MI TI devi vestire di grigio o blu”

“MA DI COSA STIAMO PARLANDO?”

“Di abbinamenti cromatici. Per una bella foto”.

“Ah. Eh scegli tu”

“L’arancione non ci sta. Manco il rosso. Quindi evita le tue solite t-shirt”

“Viola?”

“NO”

“Eh non ne ho altre”

“Una camicia?”

“Al parto?IN OSPEDALE CON UNA CAMICIA?”

“Mica devi partorire tu”

“Ma dove siamo?”

“Alla nascita della futura presidentessa del consiglio”

“Poi con la tuta sta male la camicia”

“La tuta te la scordi, te la lavo alla prima contrazione”

“Ne ho 2”

“Le lavo entrambe”

“Devo andare, ho una riunione”

“Comunque ho fatto shopping”

“Spero con la mente, non reale”.

Ed eccola, lei, the first tutina con cappellino abbinato. Petit Bateau. Rosa, come non avrei mai immaginato.

Petit Bateau

Petit Bateau

 

Vi mostro anche un altro acquisto rosa, tutina Gap Kids e cappellino da piccolo pinguino.

Gap Kids

 

One comment on “La prima tutina di Fratella”

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