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La strada verso l’ascesi montessoriana delle mamme è lastricata di cattive intenzioni

Le mamme o le si ama o le si odia, o sono perfette o non le vogliamo. Succede ancora oggi che una madre venga giudicata e analizzata nel suo essere tale ed il suo ruolo vivisezionato a favore di web (nel mio caso) da parte di cultori di Storia della Maternità comparata, di fini conoscitori delle personalissime e privatissime abitudini di ogni famiglia.

(Se c’era una cosa che all’Università proprio non mi andava giù erano i cd. cultori della materia, ma cazzarola ma chi può mai essere nella vita cultore di Istituzioni di diritto Romano? Lui sì che avrà avuto una pessima madre!)

Spesso mi si dice: Un tempo le mamme cucinavano cibi sani ogni giorno, un tempo le mamme non facevano scenate al parchetto davanti a tutti, un tempo le madri vivevano per ed in funzione dei figli. Ahhh com’era bello un tempo! Non ci sono più le mamme di una volta!

Posto che mia madre era la regina dell’incoerenza: il ketchup era il male, bisognava scansarlo tipo peste bubbonica ma il sugo pronto alle olive no, quello si poteva mangiare spesso e volentieri. Io, per partito preso, con i miei figli faccio l’esatto contrario.

Ahhh com’era facile un tempo in cui non esistevano (e se esistevano non dalle mie parti e non per la mamma-media) ludoteche, asili montessoriani, gonfiabili, psicomotricità, musicoterapia, danza mamma-bambino, yoga mamma-bambino, massaggio neonatale, veganismo, crudismo, fruttarianesimo. Quando la pedagogia la facevano solo i pedagogisti e le madri preferivano il bastone e la carota letteralmente. Quando in casa con  noi bambini, dentro lo sgabuzzino, vivevano la strega, il lupo, l’uomo nero e la befana. Poi, per ragioni di spazio, un qualche ingegnere nel mondo ha deciso di eliminare dai moderni appartamenti la stanza ripostiglio e noi mamme ci siamo trovate nella necessità di fingere una telefonata al comando dei vigili urbani.

Tempo per le mamme non ce n’era! Ah no? Vogliamo parlare della moda della permanente negli anni 80′? Mia madre dal parrucchiere ci andava eccome e mi trascinava con lei, 6 ore sotto il casco della permanente e no, non c’era l’area baby nel salone di bellezza, il mio passatempo preferito era leggere Grand Hotel. Le lunghissime attese della mia infanzia hanno generato una fantasia così vivida in me che nemmeno J. K. Rowling (poi che non l’abbia messa a frutto è un altro discorso).

L’inglese a partire dai 2 anni? Stica, a scuola c’è la sezione di francese in cui insegna la cugina della cognata di terzo grado della nuora dello zio, i bambini studieranno francese e avranno un futuro ricco di Sorry I don’t understand, can you repeat? o, in alternativa, troveranno comoda sistemazione in una carinissima ex colonia francese, tipo a Guiana.

La noia? Non è mica necessario che arrivi la psicoterapeuta per raccontare alle madri che sì annoiarsi ogni tanto fa bene e che bisogna insegnare ai propri figli l’arte della noia. INSEGNARE? Vi farei passare un pomeriggio in casa mia alla fine degli anni 80′ per un corso accelerato ed intensivo di “mamma non so che fare!” “e che vuoi da me? Guarda un po’ di televisione!”  (un po’ mamma? Sono davanti ai cartoni da 5 ore!)E vogliamo parlare del senso del pudore e della vergogna? “Professoressa ieri Olga non è venuta a scuola perchè ha avuto diverse scariche di diarrea” – davanti alla classe per intero – terza media – tratto da una storia vera. O del giro di telefonate a parenti e amici “Olga è diventata una signorina (finalmente!)”. 

E sapete quale era la cosa davvero davvero fica? Che nessun genitore (o non) gridava al complotto di multinazionali o case farmaceutiche per farmaci, vaccini, cibo, prodotti di varia natura. Del pediatra ci si fidava molto e l’unica leggenda metropolitana alla quale si credeva era quella del furgoncino bianco davanti alla scuola pronto per rapire ignari ragazzini. Meglio creduloni che complottisti.

Il prossimo che mi dirà che però le mamme di una volta erano più attente ai figli lo prenderò a colpi di PostalMarket.

(un paio di giorni fa Niccolò mi ha detto “sei la mamma peggiore del mondo!” e sì, mi sono sentita sollevata. “Olga lo stai facendo bene!)

La mia strada verso il paradiso montessoriano è lastricata di cattivissime intenzioni. Sulla via della redenzione sono inciampata sulle briciole di un panino da fast food e… le ho mangiate.

(in foto lettino Stokke Home di ispirazione Montessoriana, il mio lettino da piccola era color cacca ispirazione collegio ucraino).

One comment on “La strada verso l’ascesi montessoriana delle mamme è lastricata di cattive intenzioni”

  1. Mi hai fatta morir dal ridere ! Però quanta verità ! Condivido tutto ! Io figlia del 74 e mamma del 2014 ( eh si primipara attempata 🤫🤫) trovo una diversità enorme da ieri a oggi !

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