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Autonomi…

“Che bello Simo, immagina quel momento in cui i bambini saranno AUTONOMI, si alzeranno da soli al mattino e poi ci sveglieranno con un dolcissimo bacino!”

“Dici quel tempo in cui torneranno anche i dinosauri?”

“Ma no, vedrai che succederà presto!”

“In quei giorni in cui tu non sarai più incinta cioè MAI?”

E invece è successo. Prima del previsto. Hanno imparato ad accendere la luce in cameretta, a scendere dal lettino e ad arrivare in camera nostra. Ed è stato…incredib…no volevo dire INQUIETANTE.

“Suvvia Olga trattasi di due bambini dolcissimi!” (dice la mia vocina interiore farcita di ormoni materni come un tacchino).

Dolcissimi un corno.

Giorno 1, ore 6:40: Trombetti mi pianta un dito nell’occhio, con amore.

Giorno 2, ore 06:55: Trombetti mi ficca un dito nel naso, con affetto.

Giorno 3, ore 07:02: Bombetti emette uno strano verso accanto al mio letto; è influenza intestinale, con partecipazione.

Giorno 4, ore 06:33: Bombetti cerca di scavalcarmi per conquistare la posizione centrale del lettone, le mie costole ringraziano, con gratitudine.

Giorno 5, ore 05:50: Trombetti mi chiede il latte. Il tono è quello dell’ostetrica che in sala parto ti ordina di spingere, non ammette repliche ma solo esecuzione.

Insomma, si stava meglio quando si stava peggio, quando a svegliarmi la mattina erano urla e schiamazzi notturni.

Un po’ come quando giocano in cameretta in silenzio, indossando ali ed aureola e tu (cioè io) mica ti rilassi, no, inizi ad ipotizzare che nel mondo ci possa essere una lontanissima possibilità di riposo. Poi lanci solo una piccola occhiata in cameretta e…leggete il seguito su DonnaD!

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