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Le mie 5 regole da mamma… con qualche eccezione!

44% permissive, 56% severe: ecco come si definiscono le mamme italiane secondo una survey voluta da Fruittella per scoprire le sfide educative che noi genitori siamo chiamati ad affrontare ogni giorno con i nostri figli.

Faccio parte senza alcun dubbio del gruppo “mamme severe”, dico spesso no (per quanto non sia affatto facile, la gestione delle emozioni negative richiede molta fatica) e su questo mi confronto di frequente con mio marito, decisamente più incline al sì nell’educazione dei figli.
Credo da sempre che dare limiti e regole ai bambini sia importante per diverse ragioni: per la loro sicurezza da piccolini, per creare una sorta di confine da non oltrepassare durante l’infanzia e per definire regole di comportamento da adolescenti. Con un NO si impara a gestire quelle piccole grandi frustrazioni che tutti nella vita proviamo e proveremo. Paradossalmente solo all’interno di un collaudato e rassicurante sistema di regole i bambini potranno godere di una propria autonomia e vivere in modo sereno la relazione con l’altro.

Il rovescio della medaglia? Troppi NO rendono fragili, impediscono ai figli di sperimentare, provare, sbagliare. Dire qualche sì significa lanciare un messaggio di fiducia, far capire che sì, si può anche sbagliare e, di conseguenza imparare.

Un sì accresce autostima e sicurezza. Un sì sviluppa responsabilità e autonomia. Un suggerimento pratico per noi genitori? Aguzzare l’ingegno (perché, in fondo, l’educazione dei figli non è mica una scienza, è più un’arte!) usando alcune alternative ad un NO categorico: sì MA, sì SE, sì QUANDO, affiancare insomma i NO doverosi a dei Sì strategici (o a dei NO…creativi)!

Qualche giorno fa, in compagnia del dott. Luca Mazzucchelli, psicologo e padre di tre bimbi, e di altre colleghe blogger ho esplorato e appreso i “poteri di un sì”. Quello che ho reputato più aderente alla mia esperienza di mamma severa (e un po’ pedante, lo ammetto) è decisamente il sì detto per rinforzare un NO: bisogna cioè dare una gerarchia di valore ai NO. Da genitori dobbiamo scegliere le “nostre battaglie”, le regole o i comportamenti che reputiamo fondamentali per la crescita e l’educazione dei nostri bambini. E, su questo, mi tocca dare ragione al marito che spesso mi rimprovera di trascorrere le giornate dicendo no ai bimbi con il rischio che poi loro non capiscano quale NO abbia davvero importanza e quale meno (la parola NO perde così forza e rischia di diventare una sorta di “rumore di sottofondo”). Mettere ogni comportamento sullo stesso piano non serve per far comprendere cosa è giusto e cosa è sbagliato. All’interno di un sistema di regole è importante inserire, quindi, un sistema di eccezioni consapevoli che permettano di dare una scala di valore alle regole medesime.

Quali sono le mie personali battaglie con Niccolò? Parlo nello specifico di Nicco, il maggiore dei tre, quasi 8 anni, poiché la scommessa educativa (preferisco questo termine al più battagliero “sfida”) si fa decisamente più complicata con il passare degli anni.

  • Gentilezza e buona educazione sempre, anche davanti all’altrui maleducazione. Rispetto e tolleranza verso tutti. I bambini vanno educati alla gentilezza fin da piccolissimi, grazie, prego, per favore, scusa. Dire grazie non significa essere accondiscendenti a prescindere, significa essere educati e più in gamba di quelli che cercano di imporsi con l’arroganza. La gentilezza aprirà loro molte porte, ne sono certa.
  • Empatia verso compagni e amici: in classe così come in una squadra e in famiglia bisogna cooperare, aiutarsi e collaborare. Ai colloqui con le maestre di Nic mi viene sempre fatto notare quanto lui tenda ad essere individualista, ad aiutare gli altri solo se richiesto espressamente. Stiamo quindi lavorando insieme affinché possa spontaneamente capire l’importanza del supporto (e la soddisfazione che ne deriva).
  • Prima i compiti e poi il gioco! Arriviamo al tasto dolente della scuola, ammetto di essere molto rigida nonostante Nicco sia davvero bravo e raggiunga ottimi risultati. Sì, lo confesso, sono una di quelle mamme che assegna compiti extra a casa; un po’ di tempo fa Niccolò mi ha detto “Sei più severa di tutte le maestre della mia scuola e anche di tutte le professoresse della scuola media!”. Su questo punto ho avuto modo di confrontarmi con il dott. Mazzucchelli: è giusto ricompensare un bambino per aver fatto bene i compiti? Personalmente credo di no, reputo importante insegnare il senso del dovere e il valore della responsabilità. Certo, a fine anno scelgo un regalino come riconoscimento per una bella pagella ma non “baratto” compiti e scuola con premi e ricompense. Pensateci: anche un adulto festeggia una promozione sul lavoro o un particolare successo che gli è costato fatica ma non cerca quotidianamente gratifiche per aver semplicemente adempiuto ad un dovere.
  • Una porzione di frutta e verdura ad ogni pasto: negli ultimi anni, dopo una inappetenza da record, Nic ha imparato a mangiare tutto e con appetito. Le verdure (alcune tipo broccoli o cavolfiori) rimangono un piccolo tabù ma lui sa benissimo che a tavola si assaggia tutto e un “non mi piace” non può bastare per rifiutare i cibi che fanno davvero bene (beh, il passato di verdure con pastina, olio e parmigiano è uno dei suoi piatti preferiti!).
  • A letto presto! Niccolò alle 21 va a letto, al mattino bisogna svegliarsi alle 7 ed essere riposati per affrontare una nuova giornata di studio, gioco e divertimento.

Non sono una mamma cyborg sia chiaro! Ci sono alcune deroghe che concedo, alcuni sì che pronuncio senza sensi di colpa: i miei bambini, ad esempio, cenano guardando i cartoni animati, non sono particolarmente rigida sulla televisione, forse perché rimane una “attività” secondaria rispetto al gioco e al tempo trascorso all’aria aperta.

E sì, ho promesso e fatto piccoli regali in cambio di comportamenti corretti (magari in situazioni particolarmente critiche), in vacanza ogni tanto derogo all’orario della messa a letto; il sabato sera è l’occasione giusta per mangiare la pizza tutti seduti a terra in soggiorno o davanti al caminetto.

Un sì può legarsi a momenti speciali in cui si fa qualcosa insieme al proprio bimbo dedicandogli del tempo in esclusiva. Si creerà così, solo grazie ad un semplicissimo sì, un rapporto positivo mamma-figlio e un momento di complicità che farà bene ad entrambi.

E sull’alimentazione? Cibo sano come regola e qualche eccezione ogni tanto,che anche noi adulti ci concediamo! Sapete, a questo proposito che Fruittella ha lanciato una nuova linea di caramelle a forma di simpatici animaletti senza gelatina animale? E’ sostituita da amidi e proteine di origine vegetale al 100% e, come tutti i prodotti della famiglia Fruittella, contengono vero succo di frutta, solo aromi naturali, nessun colorante artificiale e niente glutine.

A volte pronunciare qualche sì ha un gusto speciale, anche per la più severa delle mamme!

 

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