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L’estate in cui sono cresciuti

Quest’anno abbiamo svoltato. Niccolò, 6 anni, ha fatto amicizia in spiaggia con un gruppo di bambini e trascorre le sue giornate giocando con loro. Siamo quindi passati dalla gestione di tre bimbi a quella di due, un gioco da ragazzi insomma! Anche Edo, a tratti, riesce a distaccarsi da me e dal suo papà per divertirsi con altri bambini: entrambi stanno conquistando un’autonomia fatta di scoperte, qualche piccolo timore e molta soddisfazione.

Siamo al mare ormai da quasi un mese e ho visto in loro grandi cambiamenti, in ognuno di loro.

Bianca Zoe sta tirando fuori un carattere dolce ma determinato, mi piace scoprirla molto diversa da come erano alla stessa età i suoi fratelloni, più testarda (anche se credevo fosse impossibile esserlo più di Edo) e decisa ma, al tempo stesso più socievole ed estroversa (e decisamente più lagnosa). Niccolò è in piena pre-adolescenza, vive in balìa dei suoi sbalzi di umore, ascolta musica con aria di chi vuol fuggire via, si vergogna della sottoscritta e dei suoi (miei cioè) tentativi di sentirsi ancora molto giovane (“Mamma perchè hai messo questa maglietta con la pancia di fuori?” “Perchè io sono una ragazza e le ragazze mettono queste cose” “MAMMA TU NON SEI UNA RAGAZZA”). Tutto sotto controllo, lo comprendo al 100%, ho “odiato” molto mia madre, certo, con 10 anni di ritardo ma l’ho odiata. Edoardo è, fra i tre, quello che sta subendo più cambiamenti fisici, lo vedo crescere in altezza alla velocità della luce e attaccarsi ancor di più a me come se volesse fermare a tutti i costi il tempo che passa.

Estate con i bambini

Durante ogni nuova vacanza mi stupisco dei miei bambini e della forza irresistibile ed inspiegabile che ci tiene legati, capisco quanto sia necessario del tempo vero per capirli e comprenderli (e non solo un tempo di qualità come spesso noi mamme ci diciamo); mai come questa estate scopro quanto stiano crescendo e quanto siano probabilmente cresciuti sotto i miei occhi troppo occupati a vivere con frenesia ed isteria le settimane lavorative.

Ho letto qualche giorno fa una interessante ricerca relativa agli effetti delle vacanze sulla crescita e lo sviluppo dei bambini commissionata da HomeToGo ad un gruppo di esperti, medici e genitori. HomeToGo è il più grande meta-motore di ricerca (fondato a Berlino) per case e appartamenti vacanza nel mondo e che permette di confrontare le oltre 9 milioni di offerte disponibili in oltre 200 Paesi e da più di 250 siti diversi (è un meta-motore perchè la prenotazione verrà poi effettuata e gestita attraverso il sito di reindirizzamento, il grosso vantaggio è quello di avere tutti i risultati in un unica ricerca). Proprio in questi giorni sto pianificando qualche giorno in una capitale europea per il mese di Dicembre e ho trovato molto utili le diverse opzioni e i filtri di ricerca presenti sul sito: per le famiglie con bambini, ad esempio, la possibilità di scegliere appartamenti con lavastoviglie, lavatrice, forno a microonde (per scaldare la pappa) e così via.

Estate con i bambini

Tornando alla ricerca: cosa ho scoperto di davvero interessante?

Le esperienze che i bambini vivono durante i periodi di vacanza attivano importanti componenti neurochimici che influenzano positivamente lo sviluppo celebrale (tra cui gli oppiacei endogeni, l’ossitocina e la dopamina che aiutano a ridurre lo stress e contribuiscono a un senso di benessere).

Le vacanze contribuiscono quindi all’aumento nei bambini della salute mentale e fisica e, addirittura, del loro quoziente intellettivo. In che modo? É il cambiamento di ambiente che stimola l’attività del lobo frontale favorendo l’apprendimento e incrementando le capacità di concentrazione e di organizzazione soprattutto se la vacanza si svolge in luoghi immersi nella natura.

Ciò che conta è il cambiamento di ambiente anche solo durante una piccola gita fuoriporta. Non bisogna necessariamente andare in posti lontani o esotici per stimolare la fantasia, la creatività e la capacità di esplorazione dei più piccoli: abbandonare la routine per qualche ora e allentare i vincoli della vita quotidiana aumenta la serenità e la felicità di tutta la famiglia.

Uno studio condotto dall’Università dell’Illinois ha, infatti, evidenziato che attenzione e concentrazione nei bambini aumentano già solo dopo i primi 20 minuti trascorsi nella natura.

Estate con i bambini

E in Italia? Come e quanto viaggiano le famiglie? 

Secondo i dati ISTAT i viaggiatori fino ai 14 anni rappresentano la fascia d’età che va in vacanza di più.            Secondo la ricerca dell’Osservatorio Nazionale sul Turismo Giovanile i bambini non solo vanno in vacanza, ma hanno un potere decisionale e influenzano la scelta della famiglia circa l’organizzazione del viaggio, la destinazione da raggiungere e le attività da svolgere (nel 40% dei casi quando i bimbi hanno tra i 6 e i 10 anni e nel 54% quando l’età è compresa tra i 10 e i 14 anni). Le località balneari rimagono le mete più apprezzate e sono scelte nel 72% dei casi, le città d’arte – a torto – sono scelte poco se si hanno figli di meno di 5 anni (dico a torto perchè credo, invece, che non sia mai troppo presto per far apprezzare monumenti e luoghi d’arte ai propri bambini).

Fatica, stanchezza ma una promessa di felicità: voi cosa scegliete?

«I bambini imparano viaggiando con i genitori che l’affidabilità e la fiducia possono esplicarsi non solo un contesto familiare o domestico, ma ovunque».  (Dott.ssa Haug-Schnabel )

One comment on “L’estate in cui sono cresciuti”

  1. Io non sono ancora riuscita a fare un viaggio con le due bimbe insieme pero’ e’ vero che basta poco per renderle felici… Una passeggiata in campagna, un po’ di mare e la mia di 3 anni riesce a dimenticare per un po’ la sua gelosia nei confronti della sorellina!!
    https://chicchedimamma.com/

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