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Libri che ho letto in quarantena

In quarantena non ho letto più del solito, anzi. Soprattutto nel primo periodo ho avuto difficoltà a lasciarmi andare, a rilassarmi, presupposto essenziale per me per prendere in mano un libro.

Ecco però, come promesso, alcuni dei libri che ho letto (due li ho ascoltati in formato audiolibro) tra marzo e aprile.

La vita bugiarda degli adulti di  Elena Ferrante. Lo dico subito, non è all’altezza della serie “L’amica Geniale” ma in quel caso il livello è talmente alto che credo sia impossibile raggiungerlo. Ho trovato il nuovo romanzo della Ferrante interessante e stimolante, fa riflettere su molte dinamiche familiari e sociali, è stata una bellissima lettura e ve lo consiglio.

Cara Ijeawele ovvero quindici consigli per crescere una bambina femminista di Ngozi Adichie. Chimamanda Ngozie Adichie è una scrittrice nigeriana diventata famosa per un discorso tenuto per TEDxEuston, dal titolo We should all be feminists pubblicato poi in formato cartaceo da Einaudi. Libri imprescindibili per uomini, donne, genitori e non e che mi fanno capire quanta strada ci sia ancora da fare non solo in Nigeria ma anche nell'”evoluto e progressista Occidente”.

100 colpi di spazzola prima di andare a dormire di Melissa P. Ok, stiamo calmi! Prima del lockdown ho fatto un mega acquisto di libri usati da Libraccio sui Navigli a Milano (2 euro a libro). Di questo libro si era molto parlato quando frequentavo la facoltà di giurisprudenza di Catania perchè si citavano (sotto falso nome) alcuni nostri compagni di università; all’epoca però lo avevo ignorato (anzi, snobbato), quando l’ho visto a 2 euro non ho resistito e l’ho preso spinta dalla vecchia curiosità. Una scrittura sorprendente per una ragazzina di 16 anni, niente di che se a scriverlo fosse stato un adulto. Melissa Panarello è oggi l’autrice di un podcast di Storie Libere molto bello, si chiama Love Stories, ascoltatelo!

 

Nel caso non mi riconoscessi di Francesca Capossele. Un romanzo che ricostruisce il vissuto dei cittadini della Germania Orientale ma anche la rivolta di una donna che ha rifiutato il destino assegnatole dall’appartenenza al suo ceto sociale e al genere femminile. C’è stato un momento (più o meno a metà del libro) in cui la storia sembra non decollare ma è a quel punto in cui bisogna tener duro perchè il romanzo, nel suo complesso, merita davvero (io ho una “passione” per la storia della DDR).

Che cosa fanno i cucù nelle mezz’ore di Carla Fiorentino. Lo avevo acquistato attratta dal divertente titolo e dalla copertina “faccia di pane” che mi ricordava una vecchissima foto profilo su Facebook di Simone. Purtroppo però è un grande NO, una scrittura artificiosa, continuavo a perdere il filo del discorso, a dover rileggere interi paragrafi. Cerca di raccontare una generazione con alcuni luoghi comuni che mi fanno solo innervosire ma magari sono io a non averlo capito: se lo avete letto fatemi un fischio.

L’isola dell’abbandono di Chiara Gamberale, l’ho ascoltato formato audiolibro, non mi è dispiaciuto ma ho trovato i dialoghi del tutto improbabili. Il fatto che uno dei personaggi venga chiamato solo con l’iniziale del suo nome “DI” mi ha dato sui nervi per l’intero romanzo, effetto nervosismo da quarantena?

Storia della mia ansia di Daria Bignardi. Posso confessarvelo, a me Daria piace da sempre, sono una banale e scontata radical chic di sinistra lo so. Ho letto anche gli altri suoi libri e questo lo ritengo uno dei migliori soprattutto perchè parla sì di ansia ma non troppo. Mi ha fatto tornare la voglia di leggere in questi giorni, mi sembra un ottimo indizio di beltà non trovate?

Cosa sto leggendo adesso? Olive Kitteridge di Elizabeth Strout, sembra che io sia l’unica a non averlo ancora letto, inizio piacevole, voi lo avete letto?

 

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