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I 5 libri preferiti di febbraio

Con 4 giorni di colpevole ritardo eccomi a raccontarvi la mia top five dei libri letti a febbraio:

Voglio iniziare da “Atti osceni in luogo privato”: dov’ero io quando si parlava di Marco Missiroli? Perché ho tardato così tanto nel leggere questo piccolo capolavoro? Il libro più bello letto negli ultimi anni, lo dico senza alcun dubbio: Libero Marsell da dodicenne a Parigi diventa uomo a Milano tra libri e cinema, solitudine, strazio, vulnerabilità, politica, famiglia, esistenzialismo, perdita e ritrovamento, sesso e amore, tutto in nome dello stupore di esistere. Grand Liberò è IL personaggio che tutti noi dovremmo incontrare tra le pagine: “l’osceno è il tumulto privato che ognuno ha e che i liberi vivono. Si chiama esistere, e a volte diventa sentimento”. Inutile dire che ho iniziato a stalkerare Missiroli su Instagram con l’obiettivo di leggere tutto quello che scrive, ha scritto e scriverà. Imperdibile!

Una nuovissima uscita della quale vi ho parlato lungamente e con parecchia enfasi in alcune stories su Instagram è “Il censimento dei radical chic” di Giacomo Papi che racconta un’Italia tristemente poco surreale e molto familiare. Gli intellettuali diventano il bersaglio di una vera e propria caccia alle streghe da parte del popolo stanco di pensieri troppo elaborati o parole erudite, il primo a cadere è il professor Giovanni Prospero colpevole di aver citato addirittura Spinoza in un talk show e subito ripreso dal Primo Ministro degli Interni “Questo è uno show per famiglie e chi di giorno si spacca la schiena ha il diritto di rilassarsi e di non sentirsi inferiore”. Dal richiamo televisivo all’istituzione del Registro Nazionale degli Intellettuali e dei Radical Chic il passo è breve; e non vogliamo approfittarne per dar vita ad una Nuova Grammatica della Lingua Italiana semplificata grazie al lavoro della Commissione ministeriale per la Semplificazione Popolare della Lingua Italiana? Insomma, no ai libri, no alle parole difficili, no allo studio e alla preparazione, sì al governo del popolo contro le élite, vi suona nuovo? A me no!

Ho appena finito “Bella mia” di Donatella Di Pietrantonio, la storia parte dal terremoto dell’Aquila e dalla perdita di Olivia, la sorella gemella della protagonista che si ritrova alle prese con Marco il nipote adolescente rimasto orfano di madre e abbandonato da un padre quasi assente. Devo dire che il romanzo mi ha dato l’occasione di riflettere su quanto il sisma aquilano sia stato praticamente dimenticato e venga ormai taciuto da tutti. E invece i pezzi sono ancora là, tra le persone che vivono nei container e che hanno perso tutto, soprattutto la speranza. Un romanzo che consiglio, unico neo la – a volte scarsa – indagine sulle interiorità dei personaggi.

“Parla, mia paura” di Simona Vinci è il racconto autentico e autobiografico di ansia, paura, depressione che, tramite le parole di una scrittrice di talento, trovano spazio e sfogo; l’inferno dal quale si può uscire condividendo la propria esperienza, chiedendo aiuto, trovando una voce che troppo spesso rimane muta.

“Fame. Storia del mio corpo” di Roxane Gay, attivista, scrittrice, intellettuale, influencer nel senso più vero del termine, una donna capace di ispirare con pensieri e azioni. Tutto inizia con un atto di feroce violenza subito da Roxane a soli 12 anni, il dopo è un corpo da rendere invisibile agli occhi degli uomini attraverso una dipendenza da cibo. «Vivo in questo corpo ribelle da oltre vent’anni. Ho tentato di farci la pace. Ho tentato di amarlo o almeno tollerarlo in un mondo che lo disprezza e basta. Ho taciuto la mia storia in un mondo che presume di conoscere il perché del mio corpo, o di qualsiasi corpo grasso. Ora ho scelto di non tacere piú». Non solo esperienza di vita ma anche lucida analisi della nostra società “Sono cresciuta in una cultura generalmente deleteria per le donne e che cerca con pervicacia di disciplinare i loro corpi, quindi so che è importante resistere agli standard irragionevoli su come dovrebbe essere il corpo mio o di chiunque”

 

Bonus book Zadie Smith con il suo “Perché scrivere”: lo cito come “aggiunta” perché, apparentemente, si tratta di un piccolo saggio per addetti ai lavori, in realtà utilissimo anche al lettore che voglia riflettere sul suo ruolo e sul rapporto sempre vivo con lo scrittore.

Colonna sonora di febbraio? Suggerita dal marito: Greta Van Fleet, avevamo preso i biglietti per il concerto di Milano  purtroppo rimandato per problemi di salute del cantante, torneranno in città il 24 novembre, ragazzi poco più che ventenni davvero talentuosi, Simone spera che anche Nic e Edo, un giorno, si trasformeranno in un duo di fratelli rock!

Se vi siete persi la prima puntata della rubrica ecco i 5 libri preferiti di gennaio 🙂

 

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