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Il magico potere del riordino parimpampum

Alla fine ho ceduto anch’io: ho letto il libro di cui tutti parlano, un vero e proprio caso editoriale “Il magico potere del riordino. Il metodo giapponese che trasforma i vostri spazi e la vostra vita” scritto da Marie Kondo.

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(scusate mi sono assentata un attimo per cercare una ciabatta dispersa)

Per farvela molto breve: la cara Marie appassionata di riordino fin dalla tenera età (una passione normale no?) ci dice che il criterio da utilizzare per liberarsi degli oggetti inutili è quello delle “emozioni”. Se un oggetto non ci emoziona più la sua naturale destinazione è la discarica. Non vale applicare la regola con Mariti, suocere e consanguinei.

Ho letto il libro con estremo scetticismo ma decisa a diventare (anche solo un po’) più ordinata. Ho una pericolosa tendenza all’accumulo soprattutto in fatto di abbigliamento, libri e ritagli di giornale. Ho riviste del 1988. Pare che avere una casa ordinata determini grossi cambiamenti nella propria vita. Ordine ed atteggiamento zen, proprio quello che mi ci vuole! (Sappiate che il prossimo libro in coda di lettura è un manuale sull’educazione dei figli, qualcosa come sgridarli non serve a nulla).

Il criterio dell’emozione? Ho sinceramente creduto fosse una cavolata ma ho deciso di concedere una chance alla povera Marie dall’infanzia difficile.

17 differenti sciarpe di lana hanno ricevuto il benservito. 47 fogli con l’esito delle Beta HCG delle 3 gravidanze: nessuna emozione solo molta nausea. Grandi riserve di CD masterizzati. Una serie di top neri in tessuto sintetico appartenenti alla fase “ho avuto un trauma cranico, cambio look, mi vesto da vamp”. Ho fatto ordine nelle emozioni: no, il cappello ricevuto per Natale dalla vicina dell’appartamento universitario, non mi ricorda un bel niente se non turni di pulizia per il bagno e cibo precotto. Occhiali da sole davvero imbarazzanti: potrebbero tornar di moda? Se si, opterò per emigrare in Antartide.

Spille in ecopelle. Bracciali in plastica spezzati a metà. Una commessa di Zara nascosta nel mio armadio.

I biglietti di auguri per il nostro matrimonio: li ho buttati via solo dopo aver verificato l’eventuale presenza di denaro all’interno: purtroppo non ho potuto provare quel brivido di gioia per la banconota da 5 euro dimenticata nella tasca dei jeans.

Comunque, a dirla tutta, devo molto a Marie: avevo perso l’anello di fidanzamento regalatomi da Marito, non lo trovavo dalla scorsa estate. Ho addotto come scusa la gravidanza e le dita gonfie per il parto (mai avuto gonfiore gravidico peraltro) per non indossarlo più. Ho convissuto con questo segreto per quasi un anno, mi sono sentita molto Stephanie Forrester. Stamattina, durante una folle sessione di riordino, eccolo: il mio anello. Non ho ancora confessato il misfatto a Marito ma sono tranquilla: dopo l’iniziale entusiasmo dettato dalla novità, lui il blog non lo legge più, la qual cosa non mi rende per nulla zen.

 

2 comments on “Il magico potere del riordino parimpampum”

  1. Ah ah ah, anche tu una convertita al riordino? Se ci sei riuscita anche tu, che ti dici accumulatrice e disordinata, devo proprio leggerlo anche io!

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