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Mamma quando arriviamo? (in diretta dal TGV)

“Presto amore prestissimo, tra 5 ore e tre quarti!”

Siamo arrivati a Parigi in treno, con il Tgv, grande vitesse una cippa, ci siamo fermati pure alla stazione di Annette (quella di lá sui monti con Annette).

Non illudetevi di poter trovare dei diversivi e dei passatempi per i nani in 7 ore di viaggio. Tranne che decidano di colorare l’esatta riproduzione della Cappella Sistina.

 

Idea gioco: caricabatterie e materiale elettrico

 

I crackers finiranno, le macchinine si auto-distruggeranno, i cieli si oscureranno, le stelle non splenderanno più, voi sognerete una fuga romantica con Bon Jovi e il controllore finirà per rimproverarvi più e più volte. Io sono stata ripresa per il volume troppo elevato di Masha e Orso (che i bambini francesi abbiano un udito evoluto?I miei al volume imposto non sentivano nulla). Marito é stato cazziato per aver osato fare una telefonata non nell’apposita “piattaforma”.

Alla fine ci siamo trasformati nei genitori quelli che si trascinano i figli sudati, urlanti e che si tolgono le scarpe per protesta. Nipoti senza scarpe: il più grande affronto per mia madre.

Ma domani é un altro giorno e io non vedo l’ora di indossare le orecchie di Minnie no stop per 73 ore. Mi é bastato vedere il mini bagnoschiuma a forma di Topolino in hotel per capire di esserci dentro fino al collo (al merchandising a tema Disney…)

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