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Mamme che odiano il pallone

É successo.
Speravo che Bombetti si appassionasse al Polo, al Basket su monociclo, al cheeserolling o a carta-forbice-sasso.

Invece un bel giorno mi sono svegliata (6:30 as usual al grido di MAMMA MAMMA, mai che chiamassero uno straccio di volta il papà) e mi sono trascinata al centro sportivo locale per iscrivere Niccolò alla scuola calcio.

4 anni, 2 mesi e una manciata di giorni e il pargolo mi é già diventato un calciatore. Io che ho sempre considerato il calcio uno sport da buzzurri; da gente che chiama i propri figli con il nome di una casa di moda (a proposito, Ilary, tanti cari auguri, ci si vede in sala parto!); da gente che usa il gel (una delle peggiori onte per un uomo) e che si depila (e non venite a dirmi che lo fate per esigenze sportive). Ogni calciatore, pure quello più fico, ha attraversato la fase tamarro, anche David che adesso si é redento con una moglie stilista e un look hipster.

Porca pupazza, per i miei bimbi ho rigorosamente scelto il taglio di capelli a caschetto anni 80′ del tutto incompatibile con il giuoco del pallone (tranne che nel caso di Walter Zenga)

Comunque Marito, molto milanista, è molto contento anche se, ringraziando il cielo, non appartiene alla categoria di padri che comprano la tutina taglia 0 mesi della squadra del Kuore (loro, questi tipi, abusano della K) al figlio e non incita il figlio in campo al grido di “vai campione!”. Per il momento si modera e si trattiene; ieri Niccolò, al rientro dall’allenamento ha raccontato che la sua squadra ha perso e lui non ama perdere. PAM!(rumore di una mia pedata sotto il tavolo a Marito) e saggia risposta del papà “Beh ma sai l’importante non é vincere ma giocare bene, PER IL MOMENTO”

Bombetti ha già iniziato a farmi domande tecniche: a) la differenza tra scarpa da calcio e scarpa da calcetto (una é più grande dell’altra forse?), b) numero di scudetti (ndr bandierine italiane) vinti dal Milan e c) commenti a caldo post partita su giocatori amici ai quali passare la palla e giocatori cattivi ai quali toglierla.

Mia mamma, la nonna, mi ha quindi imposto di documentarmi, di interessarmi allo sport di mio figlio e mi ha comunicato che lei da oggi é diventata milanista.

(Mica un tempo si favoleggiava di un calciatore della serie A addirittura laureato?)

6 comments on “Mamme che odiano il pallone”

  1. come ti capisco! Col nano grande, per ora, l’abbiamo risolta con nuoto e pallacanestro… Per il prossimo anno farà atletica (grande passione!) e speriamo che il nano intermedio segua le orme del fratellone. Per la piccola ho già pronta la madre di tutte le scuse : tesoro, se giochi a pallone poi ti verranno le gambe storte… ?

  2. Io ho conosciuto una madre che, per non iscrivere il figlio alla scuola calcio, gli ha detto che il dottore lo aveva vietato, così da poterlo iscrivere a basket.
    Io già temo, il calcio mi annoia da morire e non potrei pensare di passare la domenica mattina a morire di freddo per guardarli, va bene il “cuore di mamma”, ma a tutto c’è un limite!!

  3. E’ uno dei miei peggiori incubi di mamma!!! Per ora, ho risolto iscrivendolo in piscina e liquidando la richiesta del calcio con un : “Non si può, prendono solo dai 6 anni”, che è pure quasi vero (in realtà dai 5, quindi quest’anno siamo ancora fuori, yeah!)
    Spero di riuscire a farlo appassionare ad altro entro quest’anno, anche perché ha diverse inclinazioni atletiche…purtroppo tra nonni, zii e cuginetti calciatori, e’ veramente dura resistere!

    1. Il fatto è che anche Niccolò è molto atletico ma il papà non poteva davvero rinunciare al calcio :mrgreen: spero sempre che Edo faccia altro!

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