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Marito e la SUA lavastoviglie

Per me rimane ancora un mistero la questione riempimento della lavastoviglie. Il mistero non è tanto legato alla usuale domanda “Questo mestolo sarà mica troppo lungo?Andrà nel cestello o nel ripiano superiore?” quanto alla passione sfrenata della popolazione di sesso maschile per l’utilizzo di questo elettrodomestico.

Marito si tiene ben lontano dalla lavatrice (tranne quando, un paio di volte a settimana decido di lavare anche un paio di fazzoletti di carta e bisogna poi procedere alla eliminazione residui carta che “vanno a bloccare il tubo di scarico” e non lo so arrivati alla parola scarico non sto già più ascoltando ma canticchio Non voglio mica la lunaaa).

Ma attenzione: con la lavastoviglie è amore-odio. Lui odia svuotarla ma ama riempirla. Io odio svuotarla e riempirla mi è indifferente. Mi tocca sempre svuotarla. E mi tocca pure passargli i piatti sporchi, svuotandoli prima del loro contenuto. Io sono la sua infermiera, lui il mio neurochirurgo, pronto sul tavolo operatorio lavello a compiere riti speciali da santone dell’incastro perfetto. Non sono un’esperta del funzionamento dell’elettrodomestico in questione ma dal rumore che sento ogni volta immagino che ci siano dei mega getti d’acqua all’interno tipo cascata al centro benessere. Turbinii e giravolte. Il tutto per lavare ogni singola stoviglia, anche quelle messe una sopra l’altra, proprio come faccio io.

Lui, invece, pone tutto con una precisione millimetrica che mi fa andare fuori di senno. Se solo con la medesima precisione millimetrica ascoltasse le mie WishList pre-natalizie (che amore, tra il crema, il panna ed il bianco c’è la stessa differenza che esiste tra serie A, B e C).

Comunque tutto questo alla fine genera un enorme vantaggio. Lui riempie, io mi riposo. Ah no, scusate, dimenticavo: ho due figli. Lui riempie, io inseguo Bombetti e Trombetti a suon di suppliche per convincerli a lavare i denti ed indossare il pigiama.

Chiaro che, in questo simpatico quadretto familiare, la scelta del detersivo ricada totalmente su di lui. L’uomo della lavastoviglie ha detto Pril Gel Caps. Piatti brillanti, nessuna necessità di pre-trattare (furbo lui), azione pulente già alle basse temperature e nei cicli brevi (questo utile per me che dimentico qualsiasi programmazione e la accendo 15 minuti prima di una mega cena tra amici).

Pril

(Anche la foto è sua)

Vi ricordo che potete trovare i miei pezzi “a tema” e leggere le mie opinioni sui prodotti Henkel sul magazine DonnaD per il progetto 3 Blogger per casa.

 

 

 

 

2 comments on “Marito e la SUA lavastoviglie”

    1. Grazie :-); io ammetto di non capirci molto ma ci sta che ognuno in base alle proprie esperienze si orienti su un prodotto piuttosto che su un altro 😀

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