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Il mio Pitti Bimbo

Si sa, al Pitti Bimbo io riduco al minimo le mie funzioni vitali, un po’ come gli animali che si fingono morti davanti al cattivo predatore. Io evito di bere, mangio poco o niente in modo da eliminare le soste tecniche.

A maggior ragione quest’anno: edizione 83 di Pitti Bimbo durante la quale mi sono presentata bimba munita. E si, vorrei dire che l’ho fatto per “iniziare” Bianca Zoe allo sfavillante mondo della moda ma invece no, la verità decisamente più terra terra è che non riesco ancora a lasciarla. La allatto a richiesta più mia che sua il che vuol dire tirar fuori la tetta spesso e volentieri: impossibile star fuori per 12 ore.

Pitti
T-Shirt La Stupenderia

Ecco quindi che ci siamo avventurate a Firenze in treno sole solette. Pazza!Ma chi te lo fa fare?Che coraggio!Tu sei fuori di testa! Questi alcuni dei commenti… Marito: “E che sarà mai?” sarcastico come sempre. E invece no, mamme, il neonato è assolutamente trasportabile, sarei stata davvero davvero da ricovero se avessi portato con me Edoardo, 3 anni ed il piglio distruttivo alla Marliyn Manson.

Bianca Zoe fa la splendida, come una bravissima scimmietta da circo stampa sorrisi a destra e a manca a perfetti sconosciuti per poi rigurgitare in faccia alla sua progenitrice quando non è a favore di telecamera. E difatti io mi son portata dietro un mega asciugamani con il quale ho tamponato questo bendidìo. Già lo so che sarà la classica adolescente che fa chiusura nei locali con una grinta mai vista per poi essere stanca ed in sbattimento il giorno seguente a casa.

(Del resto, a casa, se mentre lei piange e si lamenta, arriva una telefonata, LEI si zittisce all’istante fino alla fine della chiamata, si sa mai si parli di qualcosa di suo interesse).

Pitti

In definitiva: è stato un bel Pitti Bimbo, peccato che a fine giornata io abbia richiesto un ricovero in traumatologia per mettere la spalla in trazione. Il motivo? Al Pitti non si può entrare con il passeggino ma solo con il marsupio o la fascia. L’infida (BZ), dopo 5 minuti 5 in fascia, ha protestato, fatto flap flap con le sue lunghe ciglia e la mamma, mossa a compassione e piena di sensi di colpa per il caldo infernale patito dalla piccola, l’ha trasportata in braccio, senza quasi mai sedersi, dalle 10 alle 19. Se non è amore materno questo. Porto ancora sull’avambraccio i segni di mia figlia. Signor Pitti, La prego, per la prossima edizione si passi una mano sulla coscienza, prometto di visitare la sezione Superstreet, lo giuro!

Una volta giunte a casa mi sono accorta di aver indossato per l’intera giornata la maglietta al rovescio, quando si dice avere il physique du rôle.

(A presto con il racconto “fashion” dell’evento)

 

 

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