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No epidurale No parti

La scelta dell’ospedale dove partorire l’ho fatta in base a tre criteri: epidurale gratuita garantita 24/24 ore, terapia intensiva neonatale e numero di parti all’anno. Scelto l’ospedale ho scelto il ginecologo che potesse seguirmi durante le gravidanze. Marito, invece, aveva due priorità: percorso casa-ospedale fattibile anche in orario di punta e collocazione a Milano città; perchè noi si può vivere in provincia ma nascere no, bisogna farlo a Milano. In casa, infatti, c’è il gruppone “nati a Milano” e la sfigata (la sottoscritta) nata a CT, che non è Catanzaro ma Catania.

In ogni caso, sia Bombetti che Trombetti, hanno deciso di nascere in notturna (o quasi) e il papà favoleggia ancora dei 13 minuti casa-ospedale.

Bombetti: 9 luglio 2011, ore 3 del mattino. Ho sentito, mentre me la ronfavo alla grande, una bottiglia di spumante stapparsi: erano le mie acque (l’intero parto è una metafora alcolica). Con l’agilità che mi contraddistingue ho fatto un balzo in piedi memore degli avvertimenti di Marito sul materasso appena acquistato. “Simo mi si sono rotte le acque!”, “Eh ok adesso mi vesto”, “No, aspè voglio farmi un bagno caldo e pure lo shampoo!”. Le acque erano tinte e non ho potuto, siamo andati subito in ospedale. E là sono passate le ore. Per fortuna avevo preparato il sacchetto snack con: cocacoline gommose, girelle di liquirizia, Ringo al cioccolato e Mikado: una gita scolastica insomma. Avevo letto che un costante apporto di zuccheri potesse aiutare il travaglio e comunque tutta la mia intera esistenza è caratterizzata da un costante apporto di zuccheri. Verso le 10 del mattino è arrivata lei, un angelo biondo incinta al sesto mese, l’anestesista con una dose da elefante di epidurale. Meglio di un Negroni sbagliato. Il mio amore per l’anestesia nasce da lontano, quando a 17 anni, sul tavolo operatorio per la tonsillectomia, chiesi una dose da asporto al medico, aggiungendo: “ma non vede che le mie gambe sono leggere e fluttuano?!”. Gioventù bruciata. Comunque, tornando al party, in sala parto, dopo l’epidurale, è partito il cazzeggio. Chiesta una seconda dose, prontamente somministrata, alle 15:08 è nato Bombetti in tutta la sua Bombettitudine.

Io e Marito non siamo la tipica coppia che alla nascita del figlio inizia a dirsi reciprocamente parole d’amore e ringraziamenti. No, noi ci prendiamo in giro soprattutto in queste occasioni. E, per fortuna, lui non ha annunciato la nascita del figlio con il messaggio di circostanza: “Alle 15.08 è nato il nostro principino Niccolò, pesa 2 Kg e 800 gr, la mamma è stata bravissima e stiamo tutti bene” o qualcosa di simile. Se avessi letto una frase del genere lo avrei preso a testate.

Figlio numero 2, partY numero 2. Trombetti di nascere non ne voleva sapere, 41 settimane di silenzio. Poi, un pomeriggio, dopo un’abile manovra di scollamento membrane, ho portato Niccolò al parco, ho giocato a calcio stile finale mondiale, ho pulito i pertugi del forno, ho preparto pollo con patate, e ho iniziato a sentire qualche contrazione. Abbiamo cenato, ho fatto una doccia approfondita a Nic, e poi mi sono piazzata davanti alla tv sperando ci fossero le Invasioni Barbariche (era mercoledì 24 aprile) e invece no, quella sera niente, che nervoso. Verso le 22 siamo andati in ospedale dove abbiamo trovato la nostra mitica amica ostetrica che ci ha seguiti per tutto il parto. “Simo, dove sono le cocacoline?Non dirmi che le hai dimenticate!”, “No, eccole – con rumore di masticazione”.

Anche in questo caso ho chiesto a gran voce il mio shottino di epidurale. L’ostetrica non era molto convinta (e aveva ragione), secondo parto, sarebbe stato abbastanza veloce. Ma io no, voglio l’epi-epi-EPIDURALE!Ed è arrivato l’anestetista, anche lui dotato di figlio chiamato Niccolò. Insomma, l’effetto non mi è piaciuto, ho sentito molti tremori alle gambe e la pressione si è abbassata, uno dei possibili effetti collaterali dell’anestesia. Ho pensato “Devo farla finita con queste sostanze ed ascoltare chi ne sa più di me, l’ostetrica nello specifico”. Edo è nato poi velocemente, alle 2:07, senza che l’epidurale mi eliminasse davvero il dolore. Commento di Marito: “Ah beh, questo parto è stato decisamente più splatter del primo!”; “Oh, hai fatto un bambino peloso!”. E a seguire solito messaggio agli amici, credo che abbia scritto qualcosa come “Edoardo è nato, tutto merito del papà che è stato bravissimo!”.

Terza gravidanza, terzo giro…di tavolo!La visita per l’epidurale la farò certamente (anzi, già prenotata) perchè il parto è pur sempre un’incognita ma cercherò di seguire i consigli dell’ostetrica e spero di cavarmela senza (le sensazioni provate durante il secondo parto non sono state per nulla piacevoli e senza sarei stata sicuramente meglio). Marito mi ha già detto: “Non vorrei essere nei tuoi panni!”.

Credo, però, che avere il diritto di scelta, senza interferenze (ma solo con consigli dello specialista) sia importante per ogni mamma che affronti il momento del parto. Epidurale, gratuita, per tutte.

 

5 comments on “No epidurale No parti”

  1. Io avevo fatto tutti gli step per la richiesta dell’epidurale, nonostante avessi quasi la certezza del cesareo…non si sa mai e non volevo rischiare!

  2. Io ho provato il gas esilarante col secondo parto….fantastico! Da me in realtà l’epidurale è un bell’enigma…negli ospedali maggiori, e più vicini, non era garantita (adesso solo in uno, nell’altro c’è il gas) e la trovavi solo in periferia, scomodi per me. E lì in caso di emergenza manca la terapia intensiva neonatale. Inoltre ad alcune amiche è successo di vedersela negata sul più bello!! Chi invece l’ha fatta…non ha provato poi così tanto sollievo, tanto che ci siam chieste se non fosse diluita 😕 chissà. Comunque d’accordissimo sul fatto che epidurale (e protossido e qualunque altra cosa si inventino) dovrebbero essere garantite notte e giorno e salvo proprio rari casi di problemi, tutte dovremmo poter scegliere. A un’amica è capitato che dopo l’epidurale non si dilatava più e ha avuto un intoppo ed è finita in cesareo lo stesso, ma in genere sento che potendo ‘riposare’ arrivano al finale meglio. Per me il gas ha avuto questo effetto…senza non ci sarei riuscita, e se lo avessi avuto la prima volta non credo sarei arrivata a due manovre di kristeller (con dolori per due mesi alle costole) e apgar 5 il nano al primo minuto.

    1. Oh mamma, il primo parto non deve essere stato facile!Posso chiederti di quale città parli?Comunque il gas esilarante io lo vorrei nella vita di tutti io giorni 😀

      1. Verona! Sì il primo parto in realtà era iniziato benissimo, sono stata un bel po’ di ore a casa a gestirmela bene, poi ricovero, dilatazione veloce….sfiga all’espulsione, due ore e mezza di spinte inutili. Il secondo chissà, secondo me il gas ha dato il suo bel contributo :mrgreen: comunque sono assolutamente d’accordo una bella aspirata un paio di volte al giorno ci vorrebbe!!! Credo di averlo anche detto all’ostetrica…
        Non si può dire di non sentire nulla, ma il dolore è ben diverso!! Mi sembra che abbia reso l’esperienza più gestibile.

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