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Noi liceali

Ieri pomeriggio ho ricevuto su WhatsApp questo messaggio “Ho riso durante tutta la lettura dell’ultimo tuo post e sto continuando a farlo, saranno passati 10 minuti. Comincio a cercare un foglio che hai scritto 76 anni fa durante una lezione del corso di dialettologia in cui dicevi che saresti diventata famosa e io ricco vendendo quel memo”. L’autore è un mio compagno di scuola, naturalmente è di parte, mi vuole bene e quindi straparla.

Sorvoliamo sull’incresciosa questione della mia partecipazione, a 17 anni, ad un corso di dialettologia siciliana il SABATO POMERIGGIO. Ma io ero una secchiona nell’animo, le lezioni le teneva il mio prof. di Greco che era il mio preferito e comunque dava crediti extra. Poi è evidente dal tenore del messaggio suddetto che io durante il corso, invece di seguire, sparassi minchiate. La cosa tragica è che la partecipazione era consentita pure ai genitori e MATEMATICO, mia madre partecipava “no mamma col cavolo che ti passo i miei appunti!”. Lei era onnipresente, rappresentante di classe al 72esimo mandato e presidentessa del Consiglio d’istituto. Durante le riunioni fissava appuntamenti a mia insaputa con uno dei rappresentanti degli studenti, tanto caro, per carità, ma sfigato (sto in una botte di ferro, è troppo acculturato per leggere il mio blog). Suonava il violino. A 17 anni se esci con uno che suona il violino sei socialmente morta.  Io poi ero si secchiona ma ci stavo dentro (o almeno ci provavo): kefiah fissa, capello bicolore (rosso+fucsia), borsa indiano-etnica, jeans strappati, Dr. Martens arancioni. In un momento di gloria sono stata pure eletta Miss Liceo 2000 prendendo ben 7 voti. Jack Frusciante è uscito dal gruppo era la mia Bibbia (ho pianto, singhiozzato, davanti ad Enrico Brizzi per chiedergli l’autografo, lui mi disse “Stai tranquilla, calmati!”) ma leggevo pure Baudelaire e Musil per darmi un tono.

Ecco, poichè io sono una persona che vive con i piedi per terra, umile, low profile e compagnia bella, ieri sera ho visualizzato me che parlo ad una platea di giovani del mio liceo (naturalmente dopo essere entrata a scuola e presa per una nuova allieva del primo anno). “Cari ragazzi oggi ho il piacere (no anzi l’onore) di presentarvi una donna (no, giovane donna) che si è diplomata col massimo dei voti (diciamolo si si) in questo liceo nel 2002 (no l’anno eliminiamolo che sennò si fanno due conti), laureata bla bla bla, lavora in bla bla bla, ha due splendidissimi e ubbidientissimi bambini, fisico al top nonostante la gravidanza (seee vabbè), nel tempo libero scrive cose divertentissime su un blog, di successo (muahauhauha), e ha pure una pelle bellissima: Olga dicci il tuo segreto!”. Tema dell’incontro: “Come farneticare sul web e risultare simpatica (a qualcuno)”.

Io provo con un appello che non si sa mai: 
Caro preside del mio vecchio liceo, io vi ho dato i miei anni migliori: quelli in cui non c’era un’ombra di capello bianco, in cui avevo ancora la speranza di passare da una taglia II ad una III coppa B, in cui la ruga da espressione corrucciata era solo una ruga d’espressione e non un taglio indelebile sul mio viso (“Mamma cos’è quella RIGA là?” ahhh il candore dei bimbi di 3 anni), quelli in cui digerivo senza fatica un Mc Menu grande+ aggiunga anche un cheeseburger e mangiavo un pezzo di focaccia ogni giorno per merenda, in cui non conoscevo l’esistenza di parole come pediculosi, aspiratore nasale, scollamento delle membrane, primipara e divezzamento, quelli in cui a 30 anni sei già bello che andato; ecco, Emerito Chiarissimo Magnifico Signor Preside, resto in attesa di un Suo cortesissimo invito (oh azz del resto non mi risulta che da quel liceo siano venuti fuori personaggi di spessore, in mancanza d’altro ci accontentiamo della aspirante mommy fashion blogger – certo poi vallo a spiegare alla signora Rosa, la bidella, cos’è un blog).

Io mi tengo pronta, ho già l’outfit per l’occasione:




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