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Partire (con i bambini) è un po’ morire

Sottotitolo: la partenza intelligente. Si va in macchina in Puglia, vuoi non viaggiare di notte per evitare il traffico e far sì che i bambini dormano durante tutto il tragitto?

Eh, appunto. Il problema è Marito, lui guida (io smezzerei volentieri il tragitto ma LUI non si fida della sottoscritta) e necessita di tenersi sveglio.

Partenza strategica ore 20:00. Alle 19:55 mi è venuto in mente di non aver svuotato la macchinetta del caffè americano, non sia mai si formi della muffa (durante le ultime vacanze c’è stata una esplosione cosmica di patate vecchie nel cassetto). Alle 20:03 ci siamo messi alla disperata ricerca degli occhiali da sole di Edoardo. Alle 20:12 è stato il turno dell’ultima solitaria fetta di tiramisù: il frigo va svuotato santi numi (pure se, in realtà, in casa abbiamo lasciato la zia). Alle 20:32 Marito mi ha trascinata a forza in macchina mentre tentavo di imbarcare in stiva un bagaglio non risultante agli atti.

partire

Apro una piccola, triste, parentesi sulle valigie: Bianca Zoe viaggia leggera con 45 paia di leggings, 67 magliette e abiti per ogni occasione: potrebbe pure fare la damigella ad un matrimonio pugliese, celebrare battesimo, comunione e cresima, il vestito c’è. Marito ha un file Excel con le cose da portare, sempre lo stesso da quando lo conosco, sempre le stesse da quando lo conosco: stampa il file, TAAAC, ripone in valigia e cancella con un deciso ma leggero tratto di matita con mina, rapido riconteggio veloce, TAAAC valigia pronta. A me sono concessi 7 minuti per scegliere e sistemare i miei vestiti, una parentesi verde-bile tra “sono finiti i pannolini!” e “la tua macchina è morta” (giuro, la mia macchina è morta proprio ad un giorno dalla partenza, sono pronta a lanciare #unamacchinaperOlga). Il risultato? Sembra che la valigia sia stata fatta dall’assistente daltonica e molto vendicativa di Vivienne Westwood.

Tornando al viaggio: Marito non beve caffè cosa che, credo sia illegale in almeno 12 Stati. Dovrei tenerlo sveglio io. Io che ho tre figli una dei quali lattante in gergo tecnico. Beh, a Melegnano (ndr. barriera sud di Milano) dormivo già. Ho fatto tantissimi micro-pisolini durante i quali ho pure sognato riunioni di lavoro, problemi di chiusura della carrozzina con relativa crisi isterica della sottoscritta, un taglio di capelli che ho intenzione di replicare e una mega festa con vecchi amici e pure il mio ex. Arrivati in Puglia alle 5:57 ho dormito ancora un po’ e ho sognato, per concludere tutta la serie di sogni ricorrenti, di dover sostenere la maturità non avendo studiato una cippa lippa.

Nemmeno la prova costume mi ha regalato le giuste soddisfazioni: ok che la pancia è uguale a prima e lo era già subito dopo il parto, ma ho il problema seni diversi, di due taglie diverse, sempre stati così ma adesso la cosa si fa evidente perché BZ preferisce ciucciare da uno più che dall’altro. Le piace quello più grande, immagino speri che ad un piatto più capiente corrisponda una maggiore quantità di cibo. Due notti fa Zoe ha dormito 8 ore filate, al mio risveglio la tetta grande viveva di vita propria, era andata a farsi un caffè al bar. L’allattamento è una gran cosa (qui la conferma) ma causa alcuni simpatici inconvenienti. Sembro un Picasso.

Partire

Siamo arrivati da 9 ore e ho già mangiato 2 mozzarelle, una burratina e della ricotta fresca: i latticini, per la proprietà transitiva, fanno latte.

A presto con nuovi aggiornamenti dalle vacanze!

One comment on “Partire (con i bambini) è un po’ morire”

  1. Olga, troppo forte… e anche angosciante, tra un mese me tocca. Vorrai anche presto parlare di trasferirsi di casa in casa e continuare a ramazzare tutti i giorni, no? Che la vogliamo saltare a pie’ pari questa proprietà?

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