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Passi da gigante

Nell’ultimo periodo a casaHOLIC (ah. ah) si fanno passi da gigante.
Trombetti arricchisce il suo vocabolario di termini davvero utili. “Ndelina” (Lavanderina), “Lette” (Gallette – ma forse intendeva tette), “Nello” (Asinello), “Pad” (Ipad), “aloppa” (galoppa), “enda” (tenda…mah), “pollele” (aspirapolvere).
Bombetti, dal canto suo, canta (ah. ah) delle nuove canzoncine; e contesta: mi ha detto con fare anche incazzato che lui non si chiama Niccolò con due c ma Nicolò con una c. 
E conia nuovi termini: l’alluvione si chiama ad esempio “terre-ACQUA”. E non vuole andare al corso d’inglese: oggi faremo un ultimo tentativo, in caso di fallimento imparerà l’inglese ascoltando le canzoni dei Metallica come la gente normale.
Ho rovesciato un biberon contenente 250 gr di latte in cucina, su finestra, sedie, forno a microonde, figlio maggiore, ciabatte, tetto; Marito ha dovuto smontare un mobile, il latte era finito pure là. Alle 7 del mattino. Pensavo di aver già dato questa settimana con un mega brufolo sulla fronte ed invece al peggio non c’è mai fine. Dopo circa un’ora ero in coda a un paio di Km da casa, telefonata di Marito: “Senti, Niccolò dice che oggi deve portare all’asilo delle calze antiscivolo per un laboratorio”. Io i laboratori non li facevo manco al liceo. Comunque le calze antiscivolo ce le avevo in borsa. Insieme ad un porta Ipad vuoto, ad un portaocchiali vuoto, ad una tisana Regolarità, a 37 scontrini sparsi, una foglia autunnale, una candelina etnica, una piccola tartaruga in cuoio, una confezione di Brioschi, il Codice Civile, la Smemo, una collana con ciondolo Gufo, un cd-rom (senza custodia) di un corso di tedesco, il temperino di Peppa Pig che per temperare le matite occhi è il massimo, un paio di annunci della scuola Marterna (la prossima settimana c’è l’election day) e tre taralli. 
Ho fatto marcia indietro e sono tornata a casa a consegnare le calze. Poi abbiamo scoperto che il laboratorio inizierà a gennaio e le calze serviranno a gennaio. Ma Niccolò è un bimbo davvero previdente.  
Io mi sono avventurata in un parcheggio a marcia indietro davanti all’asilo. In uno spazio davvero stretto. Fino ad oggi ho sempre parcheggiato in avanti, in posti molto larghi (piuttosto prendevo i mezzi pubblici). Ma ho detto basta. D’ora in poi solo parcheggi difficili, il prossimo anno mi candiderò per Donna Avventura.
Ho anche deciso di iniziare a correre, da domani, ore 6 del mattino. Non arrivo a Natale, me lo sento.
Marito ha messo un freno al mio shopping. Ma è come smettere di fumare. Sto ingrassando. Mi nutro di orsetti gommosi (as usual), di frutta secca (che pare faccia un gran bene ma forse in quantità diverse), bacche di goji e di pocket coffee.
Ma in compenso faccio tantissimo shopping virtuale, riempio carrelli, svuoto carrelli, metti la cera, togli la cera.
Stavolta l’ho fatto con Atos Lombardini: per il cappotto fucsia potrei pure smettere di mangiare caramelle (che equivale ad un risparmio netto in cure dentistiche, Marito pensaci su).

Oggi ho pure saputo di avere un buono sconto del 20% in un mega store milanese e ho scritto a Marito: “Ci serve qualcosa?” (plurale maiestatis per confondere le acque). Sua (di Lui) risposta: “NO! NON CI SERVE GNENTE! Ma il 20% pure su una borsa Chanel?” ; “Siiiiiii hai capito l’affare?” “Eh compra ciò che il tuo cuore, la tua coscienza, e la tua maturità ti dicono di comprare”.
Io quest’uomo qua lo amo. 
(ma il mio cuore, la mia coscienza e la mia maturità li ho persi tanto tempo fa alla svendita di Stella McCartney)

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