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Prontosoccorso o professore corso?

C’è una scena divertente che, inesorabile, si ripete ogni settimana a casa nostra. La domenica a pranzo alle 13 in punto si svolge la famigerata videochiamata con i nonni in Sicilia; dico famigerata perché Niccolò e Edoardo (immagino per attirare l’attenzione degli zii e dei nonni e per “mascherare” l’emozione) iniziano ad urlare, a correre per casa, a fare ogni tipo di monellerie. Bianca Zoe, invece, cerca di impadronirsi del telefono con le sue manine sporche di pasta al sugo (alle 13 della domenica in tavola c’è il sugo ovviamente). Quando annuncio a Marito di dover fare la videochiamata la sua risposta è sempre la stessa “Non vorrei essere nei tuoi panni!”

Superata l’impasse preliminare ecco iniziare una discussione surreale in cui noi urliamo, mia madre urla, ognuno va per la sua strada conducendo una discussione indipendente e senza alcun riscontro dall’altra parte. Soprattutto lei, mia mamma, che, da sempre, ha qualche piccolo (per usare un eufemismo) calo di udito, aggravato con l’avanzare dell’età (ciao mamma, felice che io scriva questo post sui tuoi disturbi senili?). Bianca Zoe da piccolissima, sentendomi gridare, scoppiava in un pianto disperato, adesso se n’è fatta una ragione. Edo e Nic mi chiedono invece con pretesa di dovizia di particolari: “perché la nonna non ci sente?”. “Eh, perché da piccola non voleva mai mangiare la frutta e la verdura che contengono molte vitamine utili per l’udito”. Non so se sia vero ma il jolly della frutta e della verdura va giocato in ogni momento utile.

Io e mio fratello ridiamo ancora fino alle lacrime ricordando un episodio della nostra infanzia: eravamo in ospedale per una visita, in sala d’attesa, una signora rivolgendosi a mia madre: “Scusi sa dove posso trovare il prontosoccorso?” , “Chiii? Il professore Corso? No, non lo conosco mi dispiace!”. Posso ancora sentire la sensazione del mal di pancia causato dalle risate – piegati in due dal ridere.

Nic e Edo, i nipotini preoccupati per la salute della nonna, non demordono e concentrano le loro domande sulle ragioni scientifiche che hanno portato a questo calo d’udito: un question time degno delle peggiori interrogazioni parlamentari. La verità è che, mia madre, aldilà delle visite fatte per gli acufeni (il ronzio alle orecchie di cui vi accennavo nella puntata precedente) non ha mai effettuato un serio controllo dell’udito con prova, valutazione di un esperto e richiesta di una soluzione acustica personalizzata.

Affinché mia madre possa sentirsi più vicina ai nipotini lontani (anche tramite una videochiamata) e possa vivere pienamente ogni più piccolo rumore dei bambini (si, pure le puzzette quasi silenziose), ho deciso di indirizzarla presso un centro Amplifon: il gruppo Amplifon, in Italia, ha una rete di oltre 550 centri e 2.700 Amplifon point – uno proprio vicino casa nostra in Sicilia. Sono certa che un calo dell’udito ci sia eccome (la cd. Ipoacusia), ne ho le prove: una semplice telefonata Milano – Catania si trasforma in una chiamata terra- spazio con eco di Mi sentiiiiiiii sparsi per il globo che si trascinano dietro strascichi e piagnistei “Te l’ho già detto, non te lo ricordi!” (o forse, semplicemente, non ha sentito?).

Se anche voi volete controllare e monitorare lo stato di salute dell’udito delle nonne (il cui ruolo con i nipoti è vitale…) dal 14 maggio potrete prendere un appuntamento per la visita in un centro Amplifon compilando il modulo call me back o telefonando al Numero di telefono 800 046 385. L’aspetto interessante è la prova gratuita della soluzione acustica per 30 giorni che permette di valutare, tramite incontri settimanali con l’esperto Amplifon, la soluzione acustica personalizzata tramite un servizio su misura per le esigenze del cliente.

One comment on “Prontosoccorso o professore corso?”

  1. noi facciamo la videochiamanta coi nonni a domenica….intorno alle 14 e la scena delle urla …della bimba che ha 1000 cose da fargli vedere….che corre in camera torna in sala corre in cucina….le scappa la pipi…..ecco è come a casa tua…che ridere !!!!!

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