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Quattro idee per insegnare una lingua straniera ai bambini

Durante i primi anni di vita, il cervello è come una spugna: sembra infatti in grado di assorbire incessantemente nuove nozioni, facendole proprie con un’elasticità e un’efficacia che va poi scemando nel corso degli anni. Ecco perché insegnare una lingua straniera ad un bimbo, proprio in questa età, può essere una scommessa vincente: non solo per la facilità con cui l’apprenderà, ma anche per via dei vantaggi portati dal crescere in una situazione di bilinguismo, che porta molti benefici allo sviluppo cerebrale e linguistico. Se quindi anche voi avete deciso di far imparare fin da subito una nuova lingua al vostro bambino, ecco qualche consiglio per cominciare a farlo al meglio.

Filastrocche e libri

Il primo metodo consigliato è quello di leggere insieme e imparare filastrocche in compagnia del bimbo. Questo perché le canzoncine, essendo semplici e ritmate, sono in grado di consentire ai bambini di apprendere sin da subito le basi di una lingua straniera: mimarle con le mani inoltre lo aiuterà a comprendere meglio i concetti rendendoli, per altro, un gioco. Ovviamente anche la lettura di libri insieme al bambino risulta essere un metodo molto efficace: a tal proposito, è possibile trovare molte letture adatte ai più piccoli, come nel caso dei libri di favole che possono essere proposti anche nella lingua madre.

Giochi e non giocattoli

Se c’è una cosa che è importante comprendere quando si vuole insegnare una lingua a un bambino è che è l’interazione a stare alla base dell’apprendimento, quindi i giocattoli da soli non sono utili. Meglio optare quindi per dei giochi da fare insieme ai genitori, a patto ovviamente che questi conoscano bene l’idioma straniero da insegnare al bimbo. Da questo punto di vista ci si può aiutare, in caso, anche con la tecnologia: si può infatti cominciare ad apprendere per esempio le basi della grammatica francese sfruttando app come Babbel, che essendo interattive prevedono una continua crescita di livello, potendo diventare un gioco stimolante e una continua sfida per il bambino. Altri consigli utili, in merito a questo tema, sono l’uso dell’ascolto attivo e le associazioni della lingua con i personaggi più amati dal bambino.

 

Cartoni animati

I cartoni animati sono ottimi alleati per l’apprendimento di un idioma straniero, ma devono comunque avere delle determinate caratteristiche. In primo luogo è bene che il cartone ruoti intorno ad una storia lineare e ad un contesto semplice, per consentire al bimbo di focalizzarsi sulla lingua senza sforzarsi troppo sul resto. In secondo luogo, le narrazioni ricorrenti sono ottime per far prendere confidenza al bambino, sempre a causa della maggior propensione a concentrarsi sulla lingua rispetto al resto della trama. Meglio infine evitare episodi dalla durata superiore ai 20 o 25 minuti, stavolta per una questione relativa all’attenzione che, superata questa soglia, tende a scemare.

 

Stabilire un rituale preciso

È importante stabilire un rituale preciso per imparare una lingua, ad esempio giocando o insegnandola in un dato momento della giornata. È possibile farlo in automobile al ritorno da scuola, magari canticchiando le già citate filastrocche, oppure giocando insieme nel primo pomeriggio. Meglio evitare di appesantire il bimbo la sera, prima della nanna: la fiaba della buonanotte quindi è bene che sia in italiano, perché ha lo scopo di rilassarlo. A livello di rituali, poi, va bene anche associare l’apprendimento della lingua straniera al gioco con un pupazzo.

Quando cominciare?

Gli esperti non hanno alcun dubbio in proposito: prima si comincia, meglio è, perché poi con il passare del tempo e con la crescita insegnare una lingua straniera ad un bambino diventa sempre più difficile e meno performante. Sempre secondo gli esperti, se l’obiettivo perseguito dai genitori è quello del bilinguismo, allora il consiglio è di insegnare un idioma straniero al bimbo quanto meno dai 2 ai 4 anni. È in questa età infatti che le strutture della seconda lingua si fissano all’interno del cervelletto in pianta stabile. Anche da un punto di vista fonologico la prima infanzia risulta importantissima per l’apprendimento di suoni specifici, molto diversi dai nostri.

Insegnare una lingua straniera, quindi, è una decisione che andrebbe approcciata il prima possibile, ovvero quando il bambino ha dai due ai quattro anni: a patto però di seguire i consigli visti oggi per ottenere un risultato davvero efficace.

 

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