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Quella sensazione chiamata anzianità

Quando avevo circa 5/6 anni i miei genitori andarono al concerto dei Pooh. Mi portarono in regalo un braccialetto plasticoso a spirale.

Noi ieri siamo stati al concerto dei Litfiba, che per carità, considerata l’età media piuttosto elevata, è uno spettacolo più tranquillo dell’Amleto. Ma la dicotomia Pooh-Litfiba mi ha creato degli scompensi per l’intera serata. Cioè mica mio padre al concerto dei Pooh ci andava col chiodo e lo zainetto in spalla. Mica si faceva una birra. Mica limonava con mia madre.

Sensazione

Poi mi sono tranquillizzata. Davanti a me una mamma rock and roll con figlio 15enne. Mamma tatuata, figlio con l’apparecchio ai denti. Educato. Gentile. Mi ha pestato i piedi per sbaglio e si è scusato in un modo così goffo e timido che avrei voluto abbracciarlo. Ho sorriso sottintendendo “caro, bella gioia, stai tranquillo, sono una mamma anch’io. Anzi a conti fatti potrei essere pure la tua di madre, anagraficamente parlando”.

Prima del concerto gente accanto a noi chiacchierava del 730 precompilato e di tassazione della tredicesima. Durante lo SPETTACOLO un buon 80% della gente stava con le mani appoggiate sulla schiena, zona lombare, gesto che significa una cosa soltanto: mal di schiena.

Piero sulle note di “Resisti” ha chiesto a tutti di fare il dito medio. No, Piero, è un gesto molto maleducato. Non lo faccio. Mio papà al concerto dei Pooh non lo avrebbe mai fatto. Mia mamma forse si.

Ho ricevuto via WhatsApp un messaggio delle mamme dell’asilo sulla gita scolastica in fattoria, ho discusso del regalo alle maestre, programmato gli ultimi dettagli per la festa di compleanno di Edoardino e scritto un paio di mail (considerando che una delle mie due caselle recita 2.739 mail non lette).

Al rientro ho detto a Marito: “Sono un po’ stanca, sai quella sensazione di freddino, misto a brividino, quasi influenzina, quella voglia di stare sotto le coperte?”

“Si. Quella sensazione chiamata anzianità’”

Beh devo dire che almeno in fatto di look ero davvero giustissima con la mia nuova borsa Patty Toy di Braintropy (ricordate?Ve ne avevo già parlato!). La figata (passatemi il termine) di questa borsa è la possibilità di creazione e personalizzazione: si possono infatti mixare in libertà le tre parti che la compongono, corpo borsa, pattina e manico. Io ho creato una Patty Toy coloratissima, sul sito Braintropy troverete centinaia di combinazioni possibili!

Braintropy

Braintropy

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Stamattina mi sento come il 24 aprile di 2 anni fa, quella mattina in cui il mio fantasmagorico ginecologo mi disse che insomma questo bambino deve pur nascere, scolliamo le membrane, non esiste più l’ostetricia di una volta, adesso si fa tutto con i monitor e la tecnologia ed invece no, le cose bisogna farle a mano, santo cielo. Cioè, ho lo stesso dolore diffuso e i piedi forse ancora più gonfi. Per fortuna stasera non mi tocca partorire un nanetto (e soprattutto non mi tocca pulire il forno con uno stecchino lungo per raggiungere i pertugi più nascosti). Non si sa mai che al rientro a casa dall’ospedale il bebè volesse farsi una parmigiana al forno stupendosi poi della scarsa igiene della sua nuova famiglia.

Prossimo concerto quello del coro dell’Università della Terza Età di Sesto Calende.

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