Skip to content

Ricordi

Sarà la primavera, sarà l’esser stata in Sicilia, saranno le puntate di Beverly Hills, sarà il cd di Jovanotti che ascolto in macchina, sarà che in metro, per caso, ho incontrato un amico che non vedevo da 15 anni, ma in questi giorni sono tornata indietro nel tempo. In realtà, già da un po’ rifletto sul fatto che noi trentenni siamo dei nostalgici da competizione (ahhh i ricordi!).

Quello che mangiavamo, ascoltavamo, indossavamo, facevamo negli anni 90′ era il top. Non ci sono più i cartoni/libri/film/cantanti/attori/uomini di una volta. Personalmente, ero convinta di ridurmi così a 50 anni almeno, questa malinconia per il tempo che non c’è più è un tantino prematura.

In effetti quanto agli uomini ed ai rapporti di coppia c’abbiamo pure ragione.

1) Ho recentemente appreso che la buona vecchia frase “meglio rimanere amici” non è più in uso. “Ti ho friendizzato”, i giovani d’oggi dicono “ti ho friendizzato”. A buon intenditore poche parole.

2) Le telefonate si facevano dal telefono fisso. A casa mia ce n’era uno, rigorosamente piazzato in corridoio, all’ingresso. Nelle case odierne il corridoio non c’è più, in ogni caso le mie conversazioni venivano dattilografate da mia mamma in cucina. Alcune mie amiche avevano il telefono chiuso con un lucchetto. L’ansia da linea libera e “Prooonto?” della di lui madre è definitivamente scomparsa con gli smartphone. Certo è che pure la spunta blu di WhatsApp non è per niente una bella cosa.

3) La geolocalizzazione era pura fantascienza. Altro che “Oh si è taggato nel locale X, andiamo!”. Noi si andava a zonzo e se lo beccavi nelle 2 ore e 3 minuti in cui ti era permesso di uscire, bene, altrimenti se ne riparlava il sabato successivo. E no, non potevi spiarlo su Facebook, fare delle domande anonime su Ask, guardare la sua foto profilo di WhatsApp, NO, dovevi immaginarlo. Ricostruire nella tua mente il suo viso. Ed il più delle volte lo ricostruivi molto più fico di quanto non fosse in realtà.

4) Le foto insieme. Parte la musichetta romantica. I selfie ce li facevamo pure noi, tzé, ma con la macchina fotografica di mio padre. E poi scattava la corsa dal fotografo per ritirare le foto sviluppate da rullino “Mammaaaaa ci vado iooooo”, in modo da occultare la foto fatta in coppia (nella quale peraltro io avevo sempre gli occhi chiusi o iniettati di sangue e… i filtri non esistevano).

5) I succhiotti, ahhh i succhiotti!Io non ne vedo in giro da un po’, sono ancora in uso?Noi comunque vivevamo in casa con il dolcevita a maggio, in Sicilia.

6) Il lettino singolo. I giovani d’oggi (ogni volta che pronuncio questa frase un mio capello castano tenta il suicidio) hanno tutti il letto almeno ad una piazza e mezzo. Noi si stava stretti stretti, faccia in giù o faccia in su. Se poi a 30 anni abbiamo la cervicale un motivo c’è.

7) Un ragazzo era fico se suonava la chitarra,  fondamentalmente un pezzo dei Nirvana. Adesso quelli giusti devono essere youtuber, si fanno i selfie con gli outfit davanti allo specchio. Non avrei potuto sopportare un fidanzato selfista.

Nirvana

8) Pure volendo gli outfit non potevamo fotografarli. Le grandi catene low cost non esistevano ancora e con tre felpe e due paia di jeans ci facevi la stagione. Il nostro corpo riusciva a termoregolarsi correttamente. D’inverno ben coperti, gli shorts erano un abbigliamento tipicamente estivo e non all-season.

9) Andare in giro per locali. Seee vabbè!L’unico locale che conoscevo a 15 anni era il locale caldaia. La discoteca due volte all’anno, accompagnati dal fratello maggiore di turno. In un privè ci sono entrata per la prima volta a 21 anni.

10) Il pudore. E qui faccio la parte della vecchia babbiona. Noi provavamo pudore. Non avremmo mai potuto baciarci davanti ai nostri genitori, figurarsi postare su Instagram foto in coppia. Io arrossivo se solo qualcuno pronunciava il nome del ragazzo che mi piaceva.

I quindicenni di oggi arrossiscono?

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.