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Svezzamento: cosa bisogna sapere per cominciare

Quello dello svezzamento è un momento incredibilmente importante nella vita di un bambino, ma anche una fase particolarmente delicata. Quando infatti il piccolo inizia a farsi curioso nei confronti degli alimenti consumati dai genitori e dai familiari, ogni mamma comincia a porgersi la fatidica domanda da un milione di dollari: sarà per caso arrivato il momento di abbandonare il latte materno e svezzarlo? Niente paura! Esistono una serie di passaggi e accorgimenti che aiuteranno a comprendere quando è arrivato il momento giusto e come affrontarlo: vediamo quali sono.

Quando iniziare con lo svezzamento

Per dare una risposta a questo interrogativo basta seguire i consigli dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che si è già ampiamente espressa in merito. Gli esperti dell’OMS, infatti, sostengono che l’introduzione di cibi diversi dal latte dovrebbe iniziare non prima dei sei mesi, ma si tratta in realtà di una linea guida generica che potrebbe non valere per tutti i bimbi, dato che ogni caso fa storia a sé. Nello specifico, oltre al fattore età, il bambino dovrebbe non solo mostrare interesse per gli alimenti, ma anche dimostrarsi pronto a livello neuromotorio.

Ciò vuol dire che il bimbo dovrebbe possedere almeno certe capacità, come ad esempio star seduto tenendo dritta la testa ed essere in grado di afferrare le cose con le dita per portarle alla bocca. Inoltre, è assolutamente necessario che sia capace di deglutire correttamente.

 

Da quali alimenti cominciare

La dieta mediterranea viene considerata come un ottimo metodo per iniziare con l’introduzione di cibi solidi. Il consiglio degli esperti è quindi quello di cominciare con alimenti poco impegnativi come i legumi, dato che a sei mesi il bambino non ha ancora i denti. In genere, sono particolarmente suggeriti i vegetali come l’insalata ma anche la frutta, a patto però che non sia del tutto maturata. Per quanto riguarda i cibi cotti, invece, i migliori sono i peperoni e le melanzane mentre sono da evitare invece gli eccessi in termini di proteine così il miele, almeno per quanto riguarda il periodo antecedente al primo anno di età.

Se invece non si ha tempo di cucinare non c’è assolutamente bisogno di preoccuparsi. In questi casi, si possono usare anche gli omogeneizzati, a patto però di cambiare gusti e composizione per fornire al bambino quanti più elementi possibile. Per questo è bene pensare di sceglierne diversi, facendo scorta tra i prodotti per bambino presenti in farmacia e reperibili anche online. Attenzione, però, perché è altrettanto importante imparare a riconoscere sin da subito gli alimenti vietati.

 

I cibi da evitare per lo svezzamento

Alcuni cibi sono perfetti per lo svezzamento, mentre altri richiedono più tempo, quindi è meglio evitarli almeno all’inizio. Fra questi troviamo ad esempio il già citato miele, da integrare solo dopo almeno 12 mesi, per via del rischio botulino. Inoltre, sarebbe il caso di evitare di aggiungere zucchero e sale per i primi due anni di vita del bimbo, in quanto si tratta di due elementi che potrebbero, in un corpicino così piccolo, essere causa di obesità e ipertensione precoce. Pesce, carne e formaggio sono concessi ma, come detto, è meglio evitare gli eccessi in termini di proteine, ancora una volta per il rischio obesità infantile.

 

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