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Tacchi alti: quali i rischi per le articolazioni?

Sono l’accessorio femminile per eccellenza, molte le indossano per sentirsi più belle e sicure di sé, molte ne farebbero a meno ma si sentono obbligate a portarle perché è il dress code a lavoro a richiederlo: parliamo delle scarpe con i tacchi alti, gioie e dolori dell’universo femminile, perché oramai è appurato che, se è pur vero che slanciano la figura e donano un aspetto più sicuro a chi le indossa, è vero anche che possono essere causa di non pochi problemi di salute, soprattutto se indossati spesso e per molte ore.

A lungo andare, infatti, i tacchi alti possono provocare dolore persistente ai piedi e alle articolazioni delle ginocchia, aumentare il rischio di sviluppare una fastidiosa tallonite, portare fastidi alla schiena, irrigidire il muscolo del polpaccio e molto altro.

Studi scientifici hanno dimostrato che le donne rischiano molto più degli uomini di avere lesioni alle articolazioni delle ginocchia e lesioni ai piedi, e questo proprio a causa dei tacchi.

È importante conoscere quali sono i rischi a cui si va incontro quando si usano per molto tempo delle calzature non adatte, in modo tale da modificare le proprie abitudini e prevenire i possibili problemi di salute che ne possono derivare.

 

Tacchi alti: i problemi più comuni

Come già accennato, a differenza di quanto si possa pensare, i tacchi alti non rischiano di provocare dolore e lesioni soltanto ai piedi: bisogna infatti avere presente che nel nostro corpo tutto è collegato e lavora in armonia, per cui se una zona è messa sotto stress e sovrastimolata, possono esserci conseguenze anche in altre parti del corpo.

I tacchi, specie se alti, alterano in maniera consistente la postura di chi li indossa e costringono a una serie di “compensazioni” che si ripercuotono su tutta la struttura dell’organismo.

Oltre ai piedi, infatti, a soffrire sono quasi sempre anche le articolazioni delle ginocchia, che subiscono una forte pressione per un tempo prolungato, provocando un forte stress e affaticamento.

I cambiamenti nella postura intervengono negativamente sulla struttura scheletrica vera e propria, mettendo in sofferenza le articolazioni di gambe e schiena e la colonna vertebrale. Questo è tanto più probabile quanto più alti sono i tacchi che si indossano e per quanto più tempo vengono indossati.

Più aumentano i centimetri di altezza del tacco e più si assiste a una accentuazione della curvatura lombare. Tutto ciò si traduce in un’alterazione della naturale posizione della colonna vertebrale, che porta a cambiamenti nella postura del bacino e di conseguenza a problemi alla schiena, in particolare nella fascia lombare.

Camminando con i tacchi alti, il bacino tende a spostarsi all’indietro e l’addome viene invece spinto in avanti. Ciò può provocare forti mal di schiena, poiché di questa andatura risente tutta la colonna vertebrale. Oltre alle articolazioni di ginocchia e gambe, sono colpiti anche i muscoli, persino quelli del collo, che vengono tenuti contratti per molto tempo, portando addirittura a quei forti mal di testa di cui magari proprio non si riusciva a capire l’origine.

L’utilizzo dei tacchi, quindi, fa sì che il peso non sia distribuito in maniera omogenea, ma non solo: dal momento che camminare sui tacchi può essere equiparato a camminare in punta di piedi per molte ore, ciò provoca inevitabilmente un grosso stress per la pianta del piede. Inoltre, comporta anche un irrigidimento del polpaccio e, a lungo andare, un accorciamento del tendine d’Achille, con conseguente dolore diffuso e la possibilità di sviluppare un’infiammazione denominata entesopatia del tendine di Achille.

 

Prevenire i problemi derivati dai tacchi alti

Cosa si può fare per evitare di incorrere in dolori, infiammazioni o addirittura lesioni per colpa dei tacchi alti?

Non bisogna necessariamente buttare via tutte le decolleté che si hanno in casa e indossare ballerine per il resto della vita, ma semplicemente cambiare abitudini o acquistare le scarpe con più accortezza e consapevolezza.

Gli esperti sconsigliano fortemente di indossare i tacchi se si svolgono professioni che prevedono di stare per molte ore in piedi e in movimento, come ad esempio nel caso delle commesse o le cassiere nei negozi.

In generale però, ciò che è importante è scegliere la calzatura con grande cura: meglio acquistare meno paia di scarpe ma di qualità superiore che, grazie alla loro fattura e alla scelta dei materiali, conferiranno maggiore stabilità al piede e aiuteranno a mantenere l’equilibrio senza modificare troppo l’andatura.

Non occorre rinunciare in assoluto al tacco, ma è importante scegliere le occasioni giuste per indossarlo e limitarle. Oltre a ciò, la scelta della tipologia di tacco è fondamentale: meglio optare per un tacco largo rispetto al tacco a spillo, poiché dà molta più stabilità e sicurezza. Volendo, si può sostituire il tacco con la zeppa, che elimina di molto il dislivello tra la parte anteriore e posteriore del piede, senza rinunciare all’altezza.

Non bisogna per forza indossare soltanto ballerine e sneakers: l’importante è essere disposte a rinunciare ad almeno qualche centimetro di tacco, evitando un tacco dodici, soprattutto se sappiamo che andranno indossati a lungo. Le scarpe con pochi centimetri di tacco possono, al contrario, contribuire al benessere della colonna vertebrale.

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