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Un Pitti a righe

Questo post leggetelo ascoltando Please, Please, Please Let Me Get What I degli Smiths.

Io l’ho scritto canticchiandola. Che con le righe il ritornello ci va benissimo. Mammaholic non è un giornale di moda, è me mixata con 150 gr di risate, 50 gr di egocentrismo, 30 gr di sfiga e felicità a pacchi. Quindi se volete scoprire tutte ma proprio tutte le tendenze per la prossima stagione Autunno-Inverno 2015-16 comprate Vogue che pure è una lettura fichissima.

Se invece volete fare un giro con me al MIO Pitti Bimbo, indossate la vostra marinière preferita (perché ce l’avete giusto?), cavatevi un occhio cercando di truccarvi con una matita mal temperata, procuratevi un piccolo callo sotto al piede che fa un male boia (ma che personalmente mi ha ricordato il mantra della mia infanzia- che ripeteva mia mamma spazzolandomi i capelli: “chi bella vuole apparire un poco deve soffrire”), diventate campionesse di lancio di smartphone (io il mio l’ho fatto cadere ad ogni stand, puntualmente) e accompagnatemi nel fantastico viaggio delle meraviglie “Un Pitti a righe” (un viaggio vissuto ed immaginato senza bere nemmeno un caffè al ginseng, Lewis Carroll fatti più in là).

Di alcuni di questi marchi vi parlerò prossimamente, adesso godetevi le mie foto tra uno starnuto e l’altro.

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Perché i fazzoletti sporchi del Pitti li troverò dentro la giacca pure al prossimo cambio di stagione.

 

2 comments on “Un Pitti a righe”

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