Skip to content

Un tuffo in…San Lorenzo

E anche quest’anno la notte di San Lorenzo ce la siamo tolta dai maroni. Che io le stelle cadenti non le vedo più dal 2005, lo scorso anno Marito ci ha provato (non con me) a guardare le stelle dal balcone della casa di Marcelli e, nel mentre, io ho assistito alla scena del taglio, pulitura e non so che altro di un mega tonno nel cortile del vicino. Sangue a fiumi, un mattatoio, e da allora ho detto basta che tanto la Birkin non me la regalerà mai nessuno (tranne che Marito non si faccia un giretto in Cina per lavoro). E mi sa che nemmeno il desiderio di Bombetti cardiochirurgo e Trombetti neurochirurgo (e io segretaria personale dello studio medico associato) si realizzerà. Allo stato attuale uno vuole fare il cavaliere e l’altro “gnente”.

Ma un tempo si che la notte di San Lorenzo era una figata pazzesca. Brevemente funzionava più o meno così: era il 1999, avevo 15 anni. Con gli amici si organizzava il falò in spiaggia. L’unica sera all’anno in cui i genitori acconsentivano alla notte fuori casa (tranne poi arrivare alle 7 del mattino a prelevarmi per portarmi dritta dritta al mare con loro: hai voluto la notte insonne?Benissimo!Adesso ti becchi la mattina in spiaggia con gli amici 50enni pure se stai morendo dal sonno).

La preparazione alla serata era un vero disastro, io stavo ore a fissare la mia pancia allo specchio. Mia madre mi faceva cenare abbondantemente e comunque si sa che al mattino la pancia è tendenzialmente piatta, di sera è gonfia. Mostrarsi in costume la sera era una prova di sopravvivenza: vince chi sa trattenere il fiato più a lungo. I miei vestiti preferiti erano matematicamente sporchi e/o bagnati, i capelli erano implosi sulla mia testa lasciando tracce di secchezza e crespo.

Comunque dopo qualche pianto, isteria e 70 telefonate alle amiche “tu coosa ti metti?”, si arrivava in spiaggia, con zaino e sacco a pelo. E ridaje con il problema pancia gonfia. Ma perché all’epoca Alessia Marcuzzi non si occupava ancora di meteorismo, perché, perché?Il belloccio di turno ti invitava a prendere con lui un trancio di pizza, un arancino, una cartocciata (spiegazioni su Google per i non addetti ai lavori). Azz, non posso rifiutare, e via di pareo avvolto in vita. Poi tutti in spiaggia a cantare quelle solite due/tre canzoni da falò. Erano i tempi dei Nirvana e degli Oasis, gli One Direction non erano nemmeno nati, stavano ancora nel limbo delle sventure musicali con Justin Bieber e Paolo Meneguzzi.

Il momento del bagno di mezzanotte segnava le mie paranoie esistenziali per i mesi invernali a venire. Posto che io sento freddo pure ad agosto con 40 gradi, all’epoca non potevo certo sottrarmi ai tuffi, pena il patentino da sfigata. Ma ero già anziana dentro e al simpaticissimo scherzo del “ti metto la testa sott’acqua” avrei preferito la lettura di tutti i libri per le vacanze consigliati dalla prof (tra questi “Cristo si è fermato a Eboli” e l'”Adelchi”).

Alla fine, dopo tutte le fatiche della serata, apnea, lezioni di nuoto, outfit giusto, non si racimolava nemmeno un limone. Noi si stava tra femmine.

4 comments on “Un tuffo in…San Lorenzo”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.