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Una cena per due

Io e Marito, ieri sera, siamo andati a cena fuori.
Giapponese molto quotato a Milano, quel genere di posto in cui a me piace solo il cibo e a Marito nemmeno quello. Che quando torni a casa ti fai una tazza di latte con i cereali perchè hai ancora fame. Dove ci sono quelle persone là che io e Marito non sopportiamo.
Gli uomini con la riga “da parte” per intenderci. Quelli che ordinano lo champagne a cena.
Marito mi ha fatto talmente ridere che ho dovuto prendere appunti sull’Iphone per non scordarmi nulla.
Io: “Può portarmi la lista dei dolci? E anche un caffè decaffeinato!”
Marito mi ha guardata talmente male che ho riso in faccia alla cameriera.
(il caffè te lo fai a casa)
“Prendo il dolce Mochi misti”
“No Olga 9 euro ci compriamo 3 litri di latte, cazzo quanto costa il latte!”
“E comunque ricordo ancora il tuo gelato sciolto in quel giapponese da fidanzati, lo avevo pagato 12 euro, e per non parlare del conto!E ti ricordi il dolcetto giapponese nella pasticceria a Londra?Quello che la Lonely Planet definiva un’esperienza indimenticabile, che merda!”
Poi abbiamo iniziato a fare il nostro solito gioco del “quanto vorresti per” e “quanto mi daresti per”;
“Quanto vorresti adesso per alzarti ed iniziare ad inveire contro tutti i clienti del ristorante?”
“5 euro e lo faccio volentieri!”
“Quanto mi daresti per chiedere a quella tipa là se le sue Louboutin sono vere o false?”
“Quanto vorresti per chiamare lo chef giapponese e convincerlo a cucinarti una bella pasta al sugo?”
Cose così.
A metà cena Marito mi ha fatto credere che il nostro vicino di tavolo fosse un personaggio della tivù, uno che fa programmi di calcio su Sky con la D’Amico; io “Eh certo nei posti dove ti porto io ci sono i vipS!”
Non era vero. E comunque ci vorrebbe una specie di Shazam per riconoscere le facce della gente nota, esiste già?
Per finire, io: “Ma una volta uscivamo spesso, vero?”
“Olga, i normali, quelli senza figli, escono sennò che fanno, si sparano a casa?”
Naturalmente stanotte dai nonni Trombetti ha dormito TUTTA la notte. Era successo solo due volte in un anno e mezzo, in montagna. Poi se una mamma pensa che il proprio figlio sia un fetentone c’ha pure ragione.
“Ma mica sarà il lettino diverso?”
“Eh ma lì dorme nel lettino da campeggio”
“Facciamolo campeggiare tutto l’anno. In montagna”
Ho fatto il cambio degli armadi:
Finalmente posso indossare gli UGG e Edino le sue Superga con il pelo:

Scarpe calde & castagne: un’esperienza INDIMENTICABILE.

(Marito leggendo la carta dei dolci: “Torta Pistocchi, ma che è?Adesso chiamo la cameriera e le faccio notare l’errore ortografico…”
“No, ti prego”)

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