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La (Fantastic) Jungle di Kenzo Kids e…di noi mamme di tre!

Per attraversare la giungla settembrina irta di ostacoli e di prove (sportive perlopiù – letteralmente) noi abbiamo scelto l’abbigliamento bimbi Kenzo fiduciosi che la famosa tigre simbolo del brand possa tener lontani sorridenti imbonitori alla ricerca di famiglie numerose con estremo bisogno di attività extrascolastiche.

Ma, partiamo dall’inizio: la scuola è iniziata solo da pochi giorni e, personalmente, sono già uno straccio. Quest’anno credevo di essermi fatta furba; a luglio, baciata dal sole, rinfrescata da una rilassante brezza marina e con il mio mojito ghiacciato in mano (ovviamente l’immagine è frutto della mia fervida fantasia, lasciatemi sognare almeno qua) avevo fatto un acquisto all’ingrosso di materiale scolastico – risparmio e comodità- io sì che sono avanti! E così – pensavo – mentre a settembre, le madri affolleranno cartolerie e librerie io mi godrò gli ultimi scampoli d’estate organizzando un romantico weekendino fuoriporta con il marito – ah no – ho tre figli piccoli – rettifico – organizzando l’agghiacciante gita in giornata al parco divertimenti che i miei figli tanto amano (indovina io?). Hei tu ILLUSA, attenta che chi troppo abusa, rischia un po’, un po’ di più, e se c’è la maestra rischi tuuuu!!!! E no, non sono per niente avanti, non avevo fatto i conti con il materiale scolastico dell’ultima ora, l’intramontabile gomma pane di settembre o la fornitura per i saecula saeculorum di bicchieri, rotoloni, fazzoletti di carta (ok che i picchi di influenza arriveranno di certo ma portarsi sfortuna così non mi sembra proprio il caso). In definitiva, ho trascorso 5 giorni su 5 dell’ultima settimana ad acquistare materiale scolastico – anche atipico – extra per poi presentarmi il primo giorno di asilo nido di Bianca Zoe con uno zainetto pieno di libri, penne, quaderni e il mio primo dizionario “Oh miseriaccia, ho dato a Niccolò la scorta di ciucci e il bicchiere con la scritta piccola patatina cicciosa di mamma!” 

Qui, per vostro pronto riferimento, vi allego diapositiva di Niccolò che, accortosi dello scambio, prende nuovamente possesso dei suoi libri indossando la sua nuova felpa Kenzo bambino: che voglia chiedermi di emigrare nella giungla?

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Arriviamo al dunque: ciò che le madri temono davvero non sono i compiti a casa, non è la campanella che suona troppo presto al mattino, non è la chat delle mamme di WhatsApp o le elezioni dei rappresentanti (tranquille amiche, sono pronta per annunciare la Olga for school 2019), NO compagne mamme. L’incubo vero solo loro: le attività extrascolastiche dei nostri figli. Dove vivo io, all’inferno travestito da tranquilla cittadina residenziale, esiste un grosso grossissimo centro sportivo polifunzionale con, all’interno, anche un grande parchetto verde per i bambini. Bello vero? NO. Dovete sapere che, dall’ultimo rapporto ISTAT, è emerso come il 79% del PIL della nostra città derivi dalle attività extrascolastiche dei suoi piccoli abitanti. Tornando al centro sportivo, dopo aver lasciato l’auto in un ampio parcheggio, salutato la folla in festa e ricevuto in dono mazzi di fiori dal pubblico in visibilio, si entra percorrendo un lungo viale alberato dove l’autunno non arriva e non piove mai, e dove bellissimi giovani di blu vestiti tra i 18 e i 25 anni (sono certa che assumano modelli di professione “guarda mamma, se tuo figlio praticherà cheeserolling diventerà aitante come me!”) siedono in mini tavolini con carta e penna per le famigerate prove degli sport durante la settimana che precede l’inizio della scuola. Pare ci siano alcune mamme entrate per la settimana delle prove del 1988 e mai più uscite.

Io una volta ho fatto l’errore di indossare una t-shirt blu e di sedermi su una panchina e sono stata presa di mira da una madre che chiedeva con insistenza l’introduzione del corso di Elephant Polo “ma scusi signora dove li troviamo gli elefanti in Pianura Padana?” “Quindi lei mi sta confermando che il mio Leopoldino Ludovico non potrà MAI imparare l’elephant polo?”

I miei figli, inutile dirlo, sono degli sportivoni (a differenza della sottoscritta esperta esclusivamente di abbigliamento per bambini e poco di più) e vogliono provare anche il basket su monociclo e il rugby subacqueo. Quest’anno Edo inizierà la scuola calcio (come Niccolò) e gli allenamenti copriranno l’intera settimana, per Bianca Zoe non ho ancora preso una decisione confusa un lunghissimo elenco di attività precedute dalla parola baby o gioco: non è la danza ma la gioco danza, non è il rugby ma il baby rugby, non è il basket ma il mini basket, la favolosa offerta formativa per i bambini under 3. Un paio di giorni fa ho chiesto informazioni per un corso di tennis per Niccolò, alla comunicazione sul prezzo Marito ha avuto un mancamento “Il tennis glielo insegno io!” classica frase che ripete ad ogni mia proposta di attività extrascolastica. “Amore pensavo di iscrivere Edoardo alla scuola circo!” “Ci penso io, ti ho mai raccontato della mia amicizia con gli Orfei?”. Ad una cosa di certo dovrà pensare lui: alla musica! Ho un marito che suona la chitarra elettrica e un nonno che suona la batteria, sono in una botte di ferro.

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In questa giungla di attività c’è un aspetto positivo, molto positivo per quanto mi riguarda (oltre naturalmente alla merenda iper calorica che ci meritiamo al termine delle attività pomeridiane): il cambio degli armadi e l’acquisto dei capi necessari per correre da un campo all’altro della città. Anche per l’autunno-inverno 2018/2019 abbiamo scelto Kenzo Kids, uno dei nostri brand preferiti che riesce sempre a darci la giusta carica per affrontare con grinta e occhio della tigre le intense giornate scolastiche e non.

Come scegliere vestiti per bambini comodi e alla moda, perfetti per “supportare” la loro agenda fitta di impegni?

Nell’abbigliamento per bambini impegnati e sportivi la tuta in felpa rappresenta un must assoluto: bimbi fashion sì ma anche comodi per correre e allenarsi. Nic, Edo e Bz indossano i capi iconici della collezione Fantastic Jungle di Kenzo scelti in base alle caratteristiche di ognuno dei miei bambini – Niccolò lo sportivone, Bianca Zoe l’artista e Edo il poliedrico; l’abbigliamento bambina Kenzo è sempre il mio preferito: per l’asilo e le attività “artistiche” scelgo i jeans con ricamo e stampa all over e la t-shirt blu in cotone manica lunga con gli iconici simboli della giungla.

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Per Edo – il rockettaro – jeans skinny neri e felpa abbinata al vestitino della sorellina. Dal sapore brit e seventies il maglioncino con logo – me le vedo già le groupies fulminate dal suo sguardo e pronte a cadere ai suoi piedi!

Se volete copiare i nostri look vi consiglio di dare un’occhiata allo shop online Kenzo!

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Incontro con mamma di compagno di Nicco davanti alla scuola: “Olga, hai saputo la grande novità?” “No, quale?” “Tra due giorni inizierà il nuovissimo corso di HARRIJASOTZAILEA, sono rimasti solo due posti, mi sono permessa di iscrivere anche Niccolò! HARRIJASOTZAILEA? “Siiii, lo sport tradizionale dei baschi, il sollevamento massi!”  Di basco io conosco solo il cappello.

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One comment on “La (Fantastic) Jungle di Kenzo Kids e…di noi mamme di tre!”

  1. Ma quanto sono belle queste felpe! Io per ora sono fortunata; ne ho solo una alla scuola materna e chiedono pochissime cose: una bottiglietta d’acqua, fazzolettini e salviette che rimangono nello zainetto per tutto l’anno scolastico! Buona giornata.
    https://chicchedimamma.com/

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